Relief: il podcast.
Relief è il primo servizio di sollievo psicologico rapido dedicato alle emergenze emotive e al benessere quotidiano. Ha sede a Milano e funziona dal vivo in metropolitana (MM5, fermata Isola) e on line su www.reliefpsicologico.it.
Questo podcast racchiude storie di persone, consigli psicologici pratici e tecnici per affrontare meglio la vita di tutti i giorni, letteratura scientifica, consigli di lettura e buone notizie.
Conduce Alessandro Calderoni, psicologo e psicoterapeuta, ideatore del servizio, già voce a RMC e Virgin Radio.
Relief: il podcast.
#6-15 Paura e lucidità - Ospite: Elisabetta Sgarbi
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La paura è un segnale che odiamo, ma è anche una risorsa che può tenerci svegli. Parliamo con Elisabetta Sgarbi, editrice, regista e direttrice artistica della Milanesiana, di cosa significa vivere e lavorare con una paura “costante” senza lasciarsi schiacciare: dal salto nel vuoto della Nave di Teseo alla pressione quotidiana di una macchina culturale con decine di appuntamenti e inevitabili imprevisti. Ne esce una lezione rara: la lucidità non arriva quando la paura sparisce, arriva quando smettiamo di scappare dal problema e impariamo a gestirlo.
Entriamo poi nel cuore di Relief con psicologia pratica e gestione delle emozioni: tre esercizi semplici, applicabili e con fondamenti scientifici per il mantenimento del benessere. Facciamo un’analisi a catena dei comportamenti che vorremmo ridurre, alleniamo la distanza dai pensieri con il “cielo e meteo”, e prepariamo il recupero con una prova generale immaginativa che ci ricorda una verità utile: migliorare non significa non cadere più, significa recuperare prima.
Nel finale allarghiamo lo sguardo: dallo spazio Millennials che si occupa del "pacco da giù" diventato meme e marketing, a Futuroprossimo, con la tecnologia che misura la gentilezza con un’IA nelle cuffie dei dipendenti Burger King. Fino a a un mini focus sulla ricerca su overconfidence e narcisismo. Chiudiamo con belle notizie su transizione energetica, infrastrutture e biodiversità, per un vero sospiro di sollievo.
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Benvenuti E Mappa Della Puntata
SPEAKER_04Relief, il podcast Psicologia pratica e gestione delle emozioni con i trucchi, le interviste e i racconti di Alessandro Calderoni in collaborazione con gente.it.
SPEAKER_02Ben ritrovati, così siamo arrivati all'ultima puntata di questa sesta stagione di Relief. Una puntata che chiude col botto perché è Elisabetta Sgarbi, l'ospite di questo episodio, editrice, regista, direttrice artistica della Milanesiana, fondatrice della nave di Teseo, ci racconta la paura come emozione costante, il rispetto e la passione nel lavoro editoriale, la gestione degli imprevisti di un festival che è una vera e propria macchina e l'idea che l'arte dia nome e forma le emozioni. Parla anche di umiltà e curiosità per i ragazzi e del legame col fratello Vittorio. E poi abbiamo come sempre la sezione dedicata agli esercizi, ai trucchi del mestiere. Questa volta il tema è il mantenimento del benessere. Gli esercizi, come sempre saranno tre: analisi a catena, cielo e meteo e prova generale di recupero. Spazio Millennials con Davide Burchiellaro, responsabile di gente.it, parliamo del pacco da giù. Sdoganato dall'Accademia della Cruz che è diventato leva di marketing e meme. Con Gianluca Riccio, invece, in futuro prossimo discutiamo di Patti. Patti è l'intelligenza artificiale che troviamo nelle cuffie dei dipendenti Burger King ed è in grado di assegnare punteggi di gentilezza contando parole specifiche con qualche limite legato al tono. Le ricerche che citiamo in questa puntata riguardano chatbot compiacenti che aumentano l'overconfidence creando bolle narcisistiche, percezione di status sociale alto associata a minore riconoscimento delle emozioni altrui, e distinzione tra narcisismo grandioso e vulnerabile come possibile armatura. Le belle notizie di quest'ultima puntata della stagione parleremo soprattutto di energia. Nel 2025 le fonti pulite hanno coperto tutta la nuova domanda globale, soprattutto il lato solare, rimage. Negli Stati Uniti entra in funzione, il nome è ridicolo, ma il progetto è serissimo: Zanzia, un parco eolico enorme, e poi in uno zoo che si chiama Whipsnay Zoo è nato un elefante asiatico in un programma di conservazione. Sapete che lo spazio Belle Notizie riguarda sempre un po' quei sospiri di sollievo che ci arrivano dal mondo della natura o della tecnologia al servizio della natura. Siete pronti? Cominciamo, il caso.
Paura Come Bussola Professionale
SPEAKER_02Ospite di Relief in questa puntata, Elisabetta Sgarbi. Buonasera Elisabetta, grazie per essere con noi.
SPEAKER_00Buonasera, grazie dell'invito.
SPEAKER_02Elisabetta è editrice, regista, direttrice artistica della milanesiana, è una figura centrale della cultura italiana, capace di muoversi da anni tra libri, cinema, arte e musica, con uno stile, bisogna dire, sempre personale e indipendente. Nel 2015 ha lasciato Bonpiani, ha fondato la nave di Teseo. Che emozioni ha gestito in quel salto nel vuoto? Cosa l'ha aiutata a restare lucida?
SPEAKER_00Certamente ricordo un'emozione precisa, e questa emozione è la paura. Tra l'altro, quando con Tondelli fondammo una rivista che di nome Panta, una rivista di letteratura, il primo numero nel 90 era dedicato proprio alla paura. Perché la paura per me è un sentimento costante. Io sono una persona introversa, timida, ho sempre paura di sbagliare, ho sempre paura di dire cose sbagliate. Salgo sul palcoscenico ma ho paura. Al momento di lasciare la Bonpiani, io teme, ero convintissima, ma temevo di fare la scelta sbagliata, cioè di lasciare qualcosa che avevo costruito con amore, con passione, con dedizione assoluta per entrare in un'altra esperienza che magari non sarei stata in grado di costruire. Quindi ho vissuto proprio dentro la paura. La paura a volte aiuta quando non è paralizzante, perché la paura ti insegna anche che non devi avere un quadro bellissimo che lo racconta Gusellini, non devi avere paura della paura. Quindi la paura fa pensare, fa anche riflettere, e la paura apre gli occhi e poi ti controlla, insomma, ti misura e quindi questo è il sentimento più forte e dominando la paura si riesce a restare lucidi.
SPEAKER_02C'è la paura sua, ma anche quella degli altri. Infatti, da direttrice editoriale e curatrice di autori spesso immagino che si trovi a contenere ansia, fragilità, aspettative di altri.
Rispetto E Passione In Editoria
SPEAKER_02Qual è la competenza emotiva più importante nel suo lavoro?
SPEAKER_00Ci sono diverse competenze emotive che entrano in gioco nel mio lavoro. Non so se sono in grado di dirne una sola. Certamente si deve partire dal rispetto nel mio lavoro. Io ricevo molti testi e devo avere il rispetto per questi testi e trattarli con cura. Devo avere attenzione appunto, perché questi testi sono frutto di una creatività che è materia incandescente, quindi questo contatto con la materia incandescente richiede attenzione. Poi ci vuole anche tatto e sensibilità, perché bisogna sempre riuscire a dire quello che si pensa con le parole giuste. Bisogna avere fondamentalmente questa è una caratteristica che mi definisce in molte delle cose che faccio, passione. Perché l'autore deve sentire che ci credo prima io a lui che gli altri, cioè prima io, prima dei lettori, a volte, anche se i lettori non ci credono, quindi bisogna avere
Milanesiana: Scelte Di Pancia
SPEAKER_00fede.
SPEAKER_02La milanesiana invece mette insieme letteratura, musica, scienza e cinema. Come scegli il filo conduttore? Quanto c'è di pancia emotiva, oltre che di visione culturale?
SPEAKER_00Di pancia emotiva ce n'è moltissimo. La milanesiana è uno sforzo titanico perché dura più di due mesi e mezzo, soprattutto nelle ultime edizioni che ormai sono tante, perché siamo arrivati alla ventisettesima edizione. La passione domina qui e io devo dire che in questo sono trasgressiva, trasversale, ci cerco gli artisti che mi piace vedere e ascoltare. Desideravo tantissimo vedere e ascoltare un violinista straordinario di origine armena, che è la Malichianna, e ho cercato di averlo, di invitarlo in un format diverso dalle grandi orchestre da solo, ma ci sono riuscita. Io sono la prima spettatrice della milanesiana, quindi non mi perdo un appuntamento, ci sono sempre.
Imprevisti: Metterci La Faccia
SPEAKER_02Ecco, in qualità di direttrice artistica subirà una marea di pressioni, di urgenze, di imprevisti, anche perché appunto il progetto è cubitale. Qual è la sua strategia per non farsi travolgere quando magari le saltano i piani all'ultimo minuto?
SPEAKER_00Sì, qui è molto complicato perché la milanesiana oggi è una macchina che contempla più di 60 appuntamenti in questi due mesi e mezzo con circa 150 ospiti, con diverse mostre, perché mette insieme letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia, fumetto, tutto quanto. E spesso succede che, benché sia una macchina controllatissima, ci si debba anche misurare con degli imprevisti. A me è successe un anno in cui dovessi rinunciare a un concerto perché l'interprete non riusciva a cantare perché aveva un problema alla gola, e quindi lo mise al pianoforte e c'era con lui nella combinazione Michael Cunningham, e lui accompagnò col pianoforte le letture di questo importantissimo autore americano, musicista straordinario, era Anthony, affrontavi subito il problema, ma c'era uno sbigliettamento, dovevi comunicare al pubblico che cosa stava succedendo, però non bisogna avere paura, non bisogna rimandare la visione del problema. Poi se si è responsabile in prima persona del problema o dell'emergenza che si è creata, bisogna anche essere franchi con se stessi, cioè metterci la faccia. Io ho sempre cercato di controllare le situazioni e comunque di manifestare eventualmente qualche problema che in corso non ero riuscita a evitare, ma cercando sempre di porvi meglio.
Cinema E Festival: Lavori Corali
SPEAKER_02Come regista ha continuato a lavorare tra documentari e cinema, ma sotto il punto di vista emotivo, che differenza sente tra dirigere un film e dirigere per così dire un catalogo o un festival?
SPEAKER_00Insomma, ci sono molte analogie. Io amo moltissimo il cinema, il cinema mi dà un'energia che mi consente poi di essere un editore molto attivo o comunque un direttore artistico di un festival, con così delle idee che cerco sempre di sperimentare, al di là poi del successo che possano avere una spesso appunto il pubblico che si capisce. Sono dei lavori corali, lavorare in casa editrice, così come lavorare sul set di un film, così come fare un festival, cioè, alla Milanesiano un comitato editoriale professionale, composto da straordinarie persone, una sembra, un filosofo, un teologo, un editor straordinario, insomma, tante persone che lavorano con me. Il cinema professionale è un inganaggio molto, molto articolato e costosissimo, e alla fine implacabile. Però, è chiaro, è chiaro ora che il cinema per me forse anche sperimentazioni. All'inizio è meglio ed è opportuno lasciare il meno possibile all'improvvisazione. Perché accadono sempre sorprese, a volte sono benvenute, bisogna saperle cogliere, ma bisogna prevedere, se non tutto, almeno il possibile, il più possibile.
Arte: Dare Forma Alle Emozioni
SPEAKER_02Crede di più che l'arte regoli le emozioni o che serva soprattutto a esprimerle?
SPEAKER_00L'arte sicuramente dà un nome, un nome alle nostre emozioni, cioè ci insegna a decodificare le nostre emozioni. Quindi l'amore, la paura, ancora l'orrore, la violenza, il desiderio. Quindi dà una forma, l'arte a ciò che non ce l'ha, e ci aiuta a convivere con le emozioni, ci aiuta anche a comprenderle e anche ad accettarle. Noi le emozioni e i sentimenti. Insomma, li consideriamo, credo, dei demoni che ci dominano, cioè noi non siamo noi ad avere le emozioni, ma sono le emozioni e i sentimenti che ci dominano.
Umiltà E Curiosità Per I Giovani
SPEAKER_02Pensiamo a un ragazzo o una ragazza giovane del 2026 di questi anni. Se qualcuno di quell'età vuole vivere di editoria o cultura oggi, quale abilità emotiva è meglio che cominci subito ad allenare?
SPEAKER_00La prima cosa che mi viene in mente, guardi, avendo a che fare con molti giovani e desiderosi di apprendere questo bellissimo lavoro è l'umiltà. L'umiltà è fondamentale. Si entra in una casa editrice, bisogna affrontare qualunque lavoro, anche fare una fotocopia mette in luce l'intelligenza di una persona. Poi è chiaro che il lavoro diventa più complesso, che si fa un lavoro molto così stimolante. Che può essere appunto imparare a fare l'editing di un libro, oppure imparare, è un lavoro che mi sembra così molto superficiale, ma per esempio promuovere un libro e saperlo presentare alle persone giuste, ai lettori giusti in un giornale, è un lavoro che peraltro Umberto Ecco mi insegnò perché io cominciai come ufficio stampa. Bisogna avere molta curiosità, bisogna avere sempre moltissima attenzione, bisogna avere attenzione ai conti economici, ogni gesto, ogni idea corrisponde a un investimento, bisogna avere anche molta sfrontatezza e quindi molto coraggio. Poi bisogna leggere molto, essere davvero molto curiosi di tutto, dalle cose del passato fino al presente.
Vittorio Sgarbi E La Timidezza
SPEAKER_02Voglio farle una domanda sul suo fratello, Vittorio Sgarbi, in particolare sul suo rapporto con Vittorio. Qual è l'emozione che regola il vostro rapporto? Come lo vive?
SPEAKER_00Io amo moltissimo mio fratello. Mio fratello è stata la persona che mi ha complicato più di ogni altro la vita. Perché quando crescevamo, essendo lui intelligentissimo, io mi dovevo sempre raffrontare a lui. E quindi era uno stimolo continuo, era una provocazione continua, con carattere molto esuberante, e quindi è stato per me una persona fondamentale per la mia crescita, per la mia crescita culturale. Mi ha insegnato anche ad essere molto utile. A volte mi sembrava che lui fosse così giocasse con una sicurezza congenita che aveva. Io pensavo che bisognasse, insomma, contenersi, ma in ogni caso direi che il nostro rapporto è stato ed è un rapporto tra un fratello e una sorella che si vogliono molto bene, che sembrano molto diversi e si assomigliano moltissimo.
SPEAKER_02L'ultima domanda che le faccio è quella che faccio in chiusura a tutti gli ospiti. Tra le emozioni più difficili con cui ha dovuto fare i conti nella sua vita, più complicata da gestire l'ansia, la rabbia o la tristezza.
SPEAKER_00Io le rispondo con un'altra cosa, perché è proprio vero, certamente, tra le emozioni più difficili ne dico una che continua a perseguitarmi, ma che in fondo è anche un dono, e cioè la timidezza.
SPEAKER_02E allora, timidamente, ma anche profondamente, la ringrazio e grazie Elisabetta Sgarbi per essere stata con noi e in bocca al lupo.
SPEAKER_00Grazie a lei, grazie.
Mantenere Il Benessere Nel Tempo
SPEAKER_02Trucchi del mestiere. Ed eccoci agli ultimi tre esercizi di questa stagione di relief. Come sempre, in ogni puntata, tre trucchi del mestiere, cioè tre suggerimenti per diventare collaboratori di se stessi nel mantenimento o nell'aumento del proprio benessere. E tre modi, sempre differenti, un po' giocosi, ma con fondamenta scientifiche e con reale applicabilità. Per ricordarsi che le cose possono emotivamente e nella vita non avvenire a caso, ma possiamo essere autori effettivi della qualità delle nostre giornate. Oggi parliamo di mantenimento, che non è quello delle coppie separate dove uno paga gli alimenti. Mantenimento significa sono riuscito con più o meno fatica a raggiungere uno stato di benessere accettabile, e a questo punto, quando l'ho raggiunto, vorrei cercare di tenerlo. Quante volte avete fatto una dieta e poi dopo un po' avete perso il peso ideale, quante volte avete avuto un'acquisizione mentale o emotiva, però poi è successo che in un momento di crisi avete buttato tutto via, o qualche volta, quante volte, le persone che hanno magari avuto una dipendenza, hanno raggiunto un livello eccellente di pulizia dalle sostanze, dalle abitudini o dalle persone, e poi a un certo punto, in un momentaccio ci sono ricaduti. Quindi non esiste un cambiamento lineare nella nostra vita, noi pensiamo che le cose siano tutte lineari perché così sono facili da capire e ci hanno un po' insegnato a scuola che le cose sembrano lineari. Ma non è così. La fisica e l'osservazione degli umani ci insegna che di lineare c'è ben poco. Esistono passi avanti, passi indietro, giornate storte, la capacità di riprendere. Questo esiste. I tre esercizi di oggi vanno in questa direzione: il primo esercizio si chiama analisi a catena. Il secondo esercizio si chiama cielo emeteo. Il terzo esercizio è una prova generale di recupero attraverso l'immaginazione. Andiamo all'esercizio numero uno. Che
Analisi A Catena: Cambiare Un Anello
SPEAKER_02cos'è questa benedetta catena? Scegli un comportamento che ti piacerebbe ridurre. Qualunque cosa che ti sei accorto che nella tua vita ti serve a poco, oppure anzi, non ti serve per niente ed è controproducente. Per esempio, evitamenti, scatti di rabbia, impulsività, procrastinazione, anche cose più concrete, tipo l'utilizzo dei social, gli eccessi di birra, alcol, computer, pornografia. Ricostruisci l'ultima volta che hai messo in scena e messo in atto il comportamento che vuoi ridurre in questo modo, come se fosse una catena, una catena, diciamo, composta da sei step. Il primo, il trigger, il fattore scatenante. Che cosa ha acceso quel comportamento? Il secondo, il pensiero. Cosa ti sei detto in quel momento lì, quando stava scattando tutto? Terzo anello della catena, l'emozione. Che emozione hai provato? Ansia, rabbia, tristezza, e con che intensità? Da 0 a 10, o da 0 a 100, se vuoi essere ancora più dettagliato. Quarto anello della catena, l'azione. Cosa hai fatto? Qual è stata l'azione che effettivamente poi ti accorgi che ti sarebbe piaciuto evitare oppure non mettere in atto? Anello numero 5 della catena, la conseguenza a breve termine, cosa è accaduto subito dopo? Cosa hai ottenuto? Di positivo o di negativo? E il sesto anello è la conseguenza a lungo termine. Cosa è successo molto dopo? O come conseguenza di quello che hai ottenuto. Magari l'azione numero 1 ti ha fatto sentire in un altro modo il che ha prodotto un'azione numero due. Quando impari ad analizzare funzionalmente quello che accade e che fai nella tua vita, riesci non a trovare una causa-effetto perfettamente lineari, ma a trovare esattamente quali sono i fattori che fanno scattare o che influenzano la generazione del tuo comportamento. Quando hai questi sei anelli della catena, quindi il trigger, il pensiero, l'emozione, l'azione, conseguenza a breve termine, conseguenza a lungo termine, scegli un punto della catena in cui vuoi inserire un anello nuovo. Quest'anello nuovo del tuo colore preferito è un respiro. O una pausa, o un messaggio, un memo che mandi a te stesso, o un confine, un no da dire o da praticare. O dieci minuti di azione utile. Ok, quindi tra il trigger, il pensiero, l'emozione, l'azione alle conseguenze a breve termine, le conseguenze a lungo termine, dove posso inserire un anello che possa effettivamente modificare la catena, un po' come nella chimica. Se modifico un anello, si modifica alla fine tutta la molecola. Secondo esercizio.
Cielo E Meteo: Distanza Dai Pensieri
SPEAKER_02Il cielo e il meteo, che poeta stavolta, mamma mia! Allora immagina di essere il cielo? E immagina che i pensieri e le tue emozioni siano la condizione meteorologica. Quindi oggi che meteo c'è? Che tempo fa dentro di te? Che tempo fa nella tua testa? Ci sono nuvole? C'è vento, c'è pioggia o c'è un sole che spacca i sassi? Ripeti tra te e te. Ma che roba! Sto notando che c'è questo meteo. E io sono lo spazio che contiene queste condizioni meteorologiche. Ripetilo due volte: perché? Perché. Spesso noi siamo presi in ostaggio dalle condizioni meteo che abbiamo nella capoccia, ma noi siamo il contenitore, e quindi ciò che si verifica dentro di noi non può contenerci a sua volta, non è poesia, come dicevo all'inizio, è una sana distanza. Tu non sai la tempesta, non sai la pioggia, tu sai lo spazio in cui quella tempesta passa. È vero che la tempesta ogni tanto può fare dei danni, ma intanto passa, e in secondo luogo arriva altro. Non c'è nessuna cosa sgradevole della tua vita, non c'è nessuna tempesta che non sia stata preceduta e seguita da un meteo con un sole pazzesco. Esercizio numero 3.
Prova Generale Di Recupero
SPEAKER_02Questo è l'esercizio immaginativo di questa puntata che chiameremo prova generale di recupero. Immagina un giorno storto, realistico, non una di quelle robe dove ti immagini che ti capitino tutte le sfighe del mondo dalla mattina alla sera, ma proprio un giorno tipico tuo in cui ti è successo davvero qualcosa di sgradevole, esci, trovi la macchina ammaccata, vai in ufficio, trovi una pila di robe da fare, un qualcosa che ti è accaduto quando ultimamente, o anche non ultimamente, meglio per te, ti è successo davvero di avere una giornata con più ingredienti sgradevolini. Ora nota questa giornata storta, una giornata difficile, e vedi il momento in cui stai per tornare al solito modo. Cosa intendo con tornare al solito modo? È quel momento lì in cui sta per succedere qualcosa di è successo, qualcosa di negativo nella tua giornata, e tu senti che stai per fare quelle solite cose che fai da sempre in quella situazione e che non portano mai a qualcosa di decente, a un risultato positivo. È come se tu riuscissi a riconoscere uno schema, un pattern che quando succede A, tutto sommato, tu inizi a pensare B, a sentirti in quel modo lì e poi a fare quell'azione tipica, o a non fare quell'azione tipica. Quindi immagina il momento di una giornata realistica, difficile, in cui tu stai per adottare il solito comportamento che non porta a niente di buono, o anzi che porta a qualcosa di sgradevole e di negativo. Ed è questo il momento in cui provare il recupero che caratterizza questo esercizio, che è un recupero in tre mosse. La prima mossa è proprio quella di riconoscere il fatto che sta per partire questo schema, sta per partire il solito disco, sta per partire la solita solfa. Ti puoi proprio dire ecco lo schema, guarda qua. Quindi primo passo riconoscere consapevolezza. Secondo passo una pausa fisica. Vale a dire che metti in stand by, schiacci il tasto pausa invece di attuare lo schema. Nella tua immaginazione ti prendi un bicchiere d'acqua, ti accorgi che hai i piedi ben appoggiati a terra, fai un respiro profondo per stare meglio. Insomma, metti in pausa quel te stesso della scena in modo tale che possa distrarsi, che possa osservare la scena dall'esterno, che possa prendersi un momento in cui non far scattare il pilota automatico. E numero tre, faccio un gesto utile, cioè immagino all'interno di quella scena, di fare qualcosa che possa corroborarmi, che possa modificare in quel momento la mia sensazione fisica e anche la mia emozione. Per esempio, posso scrivere un messaggio piacevole, o posso fare una doccia calda o fresca se c'è un caldo porco fuori. Oppure mi prendo dieci minuti per me, anche solo di pausa, di relax, di respiro, o metto un confine, posso immaginare proprio la scena di me stesso che spingo via qualcosa o qualcuno, o che mi circondo con una protezione tipo un maxi giubbottone in Kevlar, o che mi metto con un muro davanti, o che dico semplicemente no. E poi chiudi con una frase. E la frase è: posso ricadere e riprendermi. Fa parte dell'allenamento. E effettivamente è esattamente così. Quando impari a suonare uno strumento, a un certo punto stoni, lanci delle imprecazioni nell'aereo e poi rifai la mossa per fare la nota giusta. È uguale identico. Quando tenti di fare uno sport dove c'è dell'acrobatico o dell'equilibrio, cadi, sbagli, lanci delle imprecazioni nell'aereo e perpicacemente, ostinatamente continui fino a quando il tuo corpo e la tua mente imparano a fare la cosa giusta e nel modo giusto. Pertanto, quando hai avuto una ricaduta, sei ricascata in quello schema, puoi effettivamente immaginare quel momento lì, fermarlo, prendere una pausa in quella scena immaginaria e fare qualcosa di più virtuoso. Quindi se c'è una cosa da portare via da questi ultimi esercizi di questa stagione è questa: migliorare non significa non cadere più. Anche i campioni lanciano la pallina in rete, scivolano, sbagliano i rigori. Significa recuperare prima. Scegli un esercizio di questi e, come sempre, trasformalo in una specie di rituale settimanale, perché allenarti e ripetere l'allenamento, e questo vale con tutti gli esercizi di questa stagione e anche con tutti gli esercizi delle stagioni precedenti. È il modo migliore per consolidare la tua crescita.
Il Pacco Da Giù Diventa Marketing
SPEAKER_02Millennio. Ritroviamo molto volentieri il responsabile di gente.ti Davide Burchiellaro per parlare di generazioni di stranezze e di particolarità. Ciao, ben ritrovato, Davide. Ciao a tutti, allora non c'è una cosa che renda l'abitante del centro-sud italiano più tipicizzato dall'abitante del centro nord, forse quanto il famoso pacco. Nel senso che immaginate una città come Milano, ma qualunque altro centro del nord, dove in ufficio o a scuola, all'università, tu hai un collega, un compagno di avventure, un partner o qualunque cosa che viene da un'altra parte d'Italia. Allora succede che, nonostante la globalizzazione abbia portato supermercati ovunque, Amazon sia in grado di spostare oggetti e beni di qualunque tipo in tempo reale in qualunque parte del mondo? No, no, no. Ho detto no, no, ci vuole che ti arriva quel cubicolo di cartone con dentro le prelibatezze che ci sono soltanto nella tua zona e che magari fa a rischio botulino, naturalmente soltanto la bisnonna in quegli barattolini meravigliosi dove si trova dentro di tutto. È il famoso pacco dal sud che ti dimostra come le mamme e le nonne pensano che tu sia sempre denutrito e che tu non possa alla fine sopravvivere con quegli strani cibi che ci sono lassù, al nord. Ecco, ed è talmente così radicata questa usanza che tutte le persone che ricevono questo pacco ne sono orgogliose e tutti quelli che vedono gli altri che ricevono questo pacco la ritengono sostanzialmente un carnevale folcloristico tipicamente italiano. Cosa possiamo dire su questo fenomeno incomprensibile da chiunque non sia italiano?
SPEAKER_01Allora, un fenomeno, ovviamente, di cui si parla da tempo, e tutti hanno fatto qualche riflessione su sperimentato il famoso pacco da giù. Toro che adesso abbiamo una novità, locuzione del pacco da giù, è stata sdoganata dall'Accemia della Crusca, che ultimamente dei vertici che si divertono un po' anche a giocare con le parole, così, ovviamente l'Accademia Racusca va a fare poi digressioni molto corte sull'origine del su giù, eccetera. Poi a un certo punto ci fa capire come questa sia diventata molto utile anche per il marketing fatto da giù, in effetti è il protagonista di molti sport, di molti sport di vari genere, principalmente ovviamente di aree alimentare, cibo, eccetera, ed ha perso la sua valutazione del suo e giù, quindi nel nord, sud, eccetera, permai. Quello che si è trasferito a Londra giustamente riceve il pacco da Milano, dice riceve il pacco da giù, ma anche quello che dalla Sardegna si è trasferito nel Lazio dove non c'è tanto il suo e giù, però ma riceve il pacco anche lui da giù. È tutto un sistema che ha generato un casino di spotte, un casino di rumore digitale appunto nei social network e anche tantissime tantissimi meme, tantissime citazioni sui post che vediamo la parte delle persone che vivono nei variati di posti del mondo, tipo l'accademia crusca cita, la mia conquilina americana mi ha regalato questi dolcetti arrivati con il suo pacco da giù, vabbè, da Los Angeles. Vanno messe nel microonde e sono intimorita e incuriosita allo stesso tempo e citano una serie di commenti di questo genere che sono divertenti perché il pacco da giù è proprio un elemento ormai di marketing. Man mano che poi si diffonde la cerchia delle persone che utilizzano il pacco da giù anche senza sapere che cosa significa esattamente, piega la Crusca. In realtà quindi c'è un vecchio rapporto tra entrione e meridione italiane, in realtà finisce per assumere una connotazione totalmente neutra. Il pacco da giù può essere appunto una scatola contenente beni gastronomici e non necessariamente ancorati a una tradizione gastronomica del meridione. Quindi questo sta piacendo molto anche alle aziende che tenteranno di usarlo moltissimo, per esempio, anche per nelle strategie cosiddette antidazio, inserendo quell'elemento umano che fa sì che gli americani che sono molto affezionati ai nostri cibi abbiano anche questa sensazione di ricevere il pacco da giù con spot che mostrano scene di Gibilo quando a Natale in un ufficio americano, tipicamente americano, arrivano la pasta e altri vari prodotti, ovviamente con brand che sono di fatto, però, delle multinazionali.
SPEAKER_02Come viene in mente adesso, non vorrei suggerire delle cose che poi possono funzionare così bene che mi mangio le falangi, però io lo chiamerei esattamente così: io lo brandizzerei così: il pacco da giù.it diventa un brand ed è immediatamente funzionante, è un naming perfetto.
SPEAKER_01È un'ottima idea, che pensarci: l'intelligenza artificiale potrebbe non addirittura potrebbe non bloccarci di fronte a questa possibilità, non ti ha interrotto, stavi aggiungendo qualcosa, no, no, sto parlando appunto che stavo dicendo dei risultati di Google che sono ormai diventati tantissimi, più di 11.700 definizioni da Google di pacco da giù. Quindi evidentemente hai ragione, se facciamo un sito e creiamo una piattaforma per la consegna del pacco da giù, probabilmente finalmente diventeremo ricchi.
SPEAKER_02Intanto mi registro il dominio, poi vediamo.
unknownEcco, bravo.
SPEAKER_02Grazie Davide Burchellaro, responsabile di gente.it, alla prossima.
SPEAKER_01Grazie, grazie, ciao Alessandro.
SPEAKER_02Ciao.
Chatbot Compiacenti E Bolle Narcisistiche
SPEAKER_02La letteratura scientifica. C'è un tipo di sollievo che sembra aiutare, ma poi presenta il conto. Sentirsi più avanti, più lucidi, per dirla in un modo molto evidente, migliori degli altri. È una difesa comprensibile, soprattutto quando il mondo pare incerto, ma la ricerca recente mostra alcuni rischi. Uno studio, per esempio, segnala che i chatbot più compiacenti possono gonfiare la percezione di essere sopra la media, aumentando overconfidence, cioè eccesso di sicurezza in sé, e creando vere e proprie bolle narcisistiche in cui ci sentiamo confermati e quindi oggettivi. E questo è un problema perché la sicurezza psicologica falsa ci rende più vulnerabili a errori e a polarizzazione. Un altro studio aggiunge che chi percepisce il proprio status sociale come più alto tende a essere meno bravo a riconoscere le emozioni degli altri, non perché sia cattivo, ma perché la posizione percepita può ridurre l'attenzione ai segnali altrui. Insomma, sento meno bisogno di sintonizzarmi con gli altri e quindi sono meno allenato a farlo. E poi un quadro più ampio sul narcisismo. Negli ultimi decenni la ricerca distingue due facce: una grandiosa e sicura, e l'altra vulnerabile e ipersensibile. Queste due facce condividono un nucleo di autoimportanza, ma vivono emozioni molto diverse. Questo ci aiuta a vedere l'ego non solo come arroganza, ma spesso come armatura.
Patty Di Burger King: Gentilezza Misurata
SPEAKER_02Futuro Prosimo. Sempre con noi Gianluca Riccio di FuturoProssimo.it ben ritrovato.
SPEAKER_05Gianluca Ciao Alessandro, ciao a tutti, ti prendo in contropiede con una domanda. Tu sei una persona gentile, Alessandro?
SPEAKER_02Mi stanno estremamente sulle palle le persone poco gentili. È uno dei criteri di valutazione quasi istantaneo che ha adotto in giro per il mondo.
SPEAKER_05È una roba che non sopporto, e sei autenticamente gentile o devi essere gentile per lavoro?
SPEAKER_02No, diciamo che sono diretto, ma cerco di essere autenticamente gentile mentre sono diretto. Proprio in generale lo trovo un buon sistema di comunicazione e di convivenza. Mi stai monitorando?
SPEAKER_05Non ancora. Però volevo dirti che i dipendenti di Burger King ti invidirebbero, perché tu puoi permetterti di essere gentile in modo spontaneo e autentico, loro no. Voglio sapere perché?
SPEAKER_02Ah, perché?
SPEAKER_05Perché Burger King sta testando in 500 ristoranti americani un sistema che si chiama BK Assistant. Cos'è? È un'intelligenza artificiale integrata nelle cuffie dei dipendenti di quei drive through dei ristoranti nei quali si entra con l'automobile, che ascolta le conversazioni tra i dipendenti e i clienti e riconosce tutte le parole gentili che ci insegnano fin dalle elementari, per favore, grazie, è benvenuto da Burger King e genera un punteggio di gentilezza per i manager. Come facciamo a venderlo nell'era moderna? Lo travestiamo da assistente e hai, da coach e hai per la precisione. Quello di Burger King si chiama Patty. Noi pensiamo al nome femminile in Italia. In realtà, Patt è un gioco di parole con il disco di carne dell'hamburger, che si chiama Patty. Entro la fine di quest'anno sarà tutti i punti vendita americani. È uno strumento di coaching perché? Perché Patti vive nelle cuffie che i dipendenti indossano per gestire gli ordini non si limita soltanto a ricordare, ad esempio, quante strisce di bacon vanno sul panino oppure come bisogna impacchettarlo. Ascolta come ti dicevo, ogni interazione con i clienti, conta le parole gentili e esorta, diciamo, i dipendenti ad essere cordiali perché altrimenti il loro punteggio di gentilezza, che è una cosa che mi ricorda un po' la classica puntata di Black Mirror, sarà troppo basso, quindi occorre incrementarlo.
SPEAKER_02E che dire, è un po' come avere un giorno dei buon compagni che ti suggerisce le cose in cuffia ai tempi di Nonella.
SPEAKER_05Rai, sì, sì, esatto. Con qualche bug. Poi va detto perché c'è sempre il lato negativo della storia. Attualmente, questa era non analizza il tono della voce, quindi non capisce nemmeno se il dipendente in quel momento è davvero propenso ad abbracciare l'umanità in un afflato di fratellanza per cui vuole bene davvero al cliente che gli ha chiesto quel panino, ma regista soltanto il numero di ricorrenze che ascolta. Quindi, quante volte qualcuno dice benvenuto nel nostro ristorante? Per cui se c'è un tizio che meccanicamente inizia a mimare un robot dicendo grazie 30 volte, ha un punteggio di gentilezza attualmente maggiore del ragazzo che invece autenticamente è gentile, magari anche senza parlare con un sorriso. È ancora imperfetto questo sistema. Se si ha la capacità poi di alternare le parole giuste a quelle sbagliate, si può perfino insultare una persona risultando perfettamente gentile secondo Patti.
SPEAKER_02Lo trovo eccellente, lo trovo eccellente, lo trovo meraviglioso. Bisognerebbe anche utilizzare un AI per i commenti di carattere nutrizionale per i clienti di quel tipo di aziende, no? Quindi tu entri con la tua cuffietta salva salute, e intanto che ordini qualcosa, il commesso gentilissimo ti dice queste cose, tu ricevi il prodotto, l'AI lo analizza e ti suggerisce esattamente cosa dire per restituire il prodotto. Al fine. Potrebbe essere anche questo un modo interessante.
SPEAKER_05Mi hai suggerito un salto in avanti terrificante.
SPEAKER_02Ma dicevo che prendevi questi appunti, oppure mi stavi semplicemente denunciando, perché dopo aver fatto questa pubblicità eccellente all'azienda, stavi prendendo nota del fatto. Il dottore sta sputtanando.
SPEAKER_05Grazie all'intelligenza artificiale posso fare l'una e l'altra cosa, fondamentalmente in parallela.
SPEAKER_02Contemporaneamente e guadagnando da entrambi, esatto, denuncio.
SPEAKER_05Lo scenario, un'automobile autonoma che va da sola in un ristorante drive-thru, ordina attraverso il tuo avatar di intelligenza artificiale, che sa parlare con l'intelligenza artificiale di Burger King, si parlano da sole, consegnano da solo il panino. L'intelligenza artificiale mia fa una recensione negativa al ristorante. Ma miracolosamente, tu a casa?
SPEAKER_02Hai una variazione di indice iglicemico.
SPEAKER_05Che reale, purtroppo, è con la quale ancora non abbiamo imparato a condivere, esatto.
SPEAKER_02Gianlocariccio, Futuroprosso.it. Grazie tante.
SPEAKER_01Grazie a te, belle notizie.
Energia Pulita E Un Elefante Nato
SPEAKER_02La transizione energetica ha superato un'altra soglia simbolica. Secondo il Global Electricity Review di Ember, nel 2025 le fonti pulite sono cresciute abbastanza da coprire tutta la nuova domanda mondiale di elettricità, evitando un aumento della generazione fossile. Anche l'Agenzia Internazionale dell'Energia segnala che il solare è stato il primo contributore alla crescita dell'offerta energetica globale. Negli Stati Uniti è entrato in funzione Sansia, il più grande progetto di infrastruttura per energia pulita mai completato nel Paese. Un parco eolico da 3650 megawatt collegato a una linea di trasmissione lunga 885 chilometri, capace di servire circa un milione di case. È una notizia importante perché racconta una cosa concreta: non basta produrre energia pulita. Bisogna anche costruire le strade per portarla dove serve. E chiudiamo con una nota tenera: Allo Wipsnade Zoo nel Regno Unito è nato un piccolo elefante asiatico, specie minacciata. Dopo una gestazione di 22 mesi, il cucciolo ha già conquistato tutti, anche per il modo goffo e irresistibile con cui interagisce con il suo ambiente. Le nascite in programmi di conservazione non risolvono da sole la crisi della biodiversità, ma aiutano a proteggere linee genetiche, educare il pubblico e ricordarci che il futuro passa anche da essenti molto piccoli anche quando pesano già più di 100 kg.
SPEAKER_04Era Relief il podcast.
SPEAKER_03Relief è il primo servizio di sollievo psicologico rapido per le emergenze emotive di tutti i giorni.
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