Relief: il podcast.
Relief è il primo servizio di sollievo psicologico rapido dedicato alle emergenze emotive e al benessere quotidiano. Ha sede a Milano e funziona dal vivo in metropolitana (MM5, fermata Isola) e on line su www.reliefpsicologico.it.
Questo podcast racchiude storie di persone, consigli psicologici pratici e tecnici per affrontare meglio la vita di tutti i giorni, letteratura scientifica, consigli di lettura e buone notizie.
Conduce Alessandro Calderoni, psicologo e psicoterapeuta, ideatore del servizio, già voce a RMC e Virgin Radio.
Relief: il podcast.
#6-9 Sei libero o in prigione? - Ospite: Raffaele Sollecito
Use Left/Right to seek, Home/End to jump to start or end. Hold shift to jump forward or backward.
Quattro anni in carcere da innocente non sono “un periodo difficile”: sono un’esperienza che riscrive il corpo, la mente e l’idea stessa di futuro. Con Raffaele Sollecito (suo malgrado coprotagonista del caso Meredith Kercher) entriamo nel lato psicologico dell’ingiusta detenzione, tra paura, attesa senza fine, rabbia e scelte quotidiane per non crollare. Parliamo anche di stigma mediatico e di cosa significa difendere la propria identità quando la narrazione esterna sembra più forte di te.
Poi passiamo alla parte più operativa: quando sei confuso o bloccato, ti proponiamo una bussola semplice e concreta basata sui valori personali. Tre esercizi brevi ti aiutano a scegliere una direzione, immaginare come vuoi essere ricordato e allenarti a reagire agli ostacoli con tre mosse essenziali: riconosco, pausa, gesto coerente. Microazioni, non rivoluzioni, per riportare la vita nelle tue mani.
Chiudiamo con uno sguardo sul presente: come cambia l’umorismo tra generazioni, tra meme globali e TikTok (con Davide Burchiellaro), cosa dice la ricerca su effetto nocebo, misofonia e percezione, e una domanda che divide: la realtà estesa con intelligenza artificiale può aiutare a elaborare un lutto tramite un avatar o rischia di trasformare l’addio in un “presente eterno” (con GIanluca Riccio)?
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Apertura E Mappa Della Puntata
SPEAKER_01Il podcast Psicologia Pratica e Gestione delle emozioni. Con tutti le interviste e i racconti di Alessandro Calderoni.
SPEAKER_00In collaborazione con gente.it.
SPEAKER_04Ben ritrovati in questa nona puntata della sesta stagione di Relief. L'ospite è Raffaele Sollecito, oggi ingegnere informatico ma noto alle cronache per il coinvolgimento nel caso di Meredith Kercher. Parleremo dei suoi quattro anni di carcere, poi la soluzione definitiva, il tema del risarcimento per ora negato. E racconteremo di paura, rabbia, isolamento, scelta di passare al comune. Umanità incontrata tra detenuti, stigma, lavoro su di sé con terapia, meditazione e spiritualità fino alla ricostruzione professionale, insomma, la storia di un innocente che è stato trascinato per un sacco di tempo in una delle vicende giudiziarie più note e più chiacchierate della storia crime, diciamo, italiana. Per quanto riguarda gli esercizi della settimana nei trucchi del mestiere lavoreremo sui valori con tre esercizi, la bussola in quattro aree con un gesto in meno di dieci minuti, il discorso di ringraziamento dal futuro e la giornata valoriale con un ostacolo. Riconosco, pausa, gesto coerente, poi vi spiego. Con Davide Bolchiellaro in Millennials parliamo di come cambia l'umorismo tra generazioni, globalizzazione del meme, TikTok e confini tra comicità, offesa e bullismo. Con Gianluca Riccio invece per futuro prossimo discuteremo di realtà estesa con intelligenza artificiale per elaborare il lutto tramite un avatar, con dati preliminari su ansia, depressione e l'idea di tempio digitale. Le ricerche citate riguardano effetto nocebo nell'intestino irritabile, misofonia e rigidità cognitivo-emotiva e percezione di parole familiari come più forti a pari volume. Le tre belle notizie di questa settimana: nuove combinazioni di immunoterapia e terapie mirate per alcuni tipi di tumore, cemento a basse emissioni di anidide carbonica e osservazioni sul trasporto di cristalli di silicato nei dischi protoplanetari verso le regioni delle comete.
Sollecito Tra Carcere E Assoluzione
SPEAKER_04Cominciamo, il caso. In questa puntata di Relief ospitiamo Raffaele Sollecito. Raffaele, grazie per essere con noi e benvenuto.
SPEAKER_05Grazie a voi, grazie mille per l'invito.
SPEAKER_04Per chi non se lo ricordasse, Raffaele è attualmente un ingegnere informatico, ma all'epoca dei fatti, che, suo malgrado, lo hanno reso, tra virgolette, celebre. Parliamo del 2007, a Perugia, era uno studente di informatica e fu coinvolto in uno dei casi di cronaca nera più celebri in Italia, cioè l'omicidio di Meredith Kercher. Dopo anni di indagini e per lui anche quattro anni di detenzione, fu assolto in via definitiva nel 2015 dalla Cassazione. Poi mentre era in carcere ha continuato a studiare, poi si è laureato, e per l'appunto è diventato ingegnere. Ecco, tu, hai vissuto, Raffaele, questo caso, uno dei più seguiti insomma, di questo primo pezzo di secolo in Italia, con questi quattro anni di carcere ingiusti, non sei stato ancora risarcito, ma lo sarai, oppure non sarai proprio risarcito?
SPEAKER_05Esistono due processi, uno è quello per l'ingiusta detenzione, che è stata in Europa, sono andato davanti alla corte dei diritti dell'uomo e lì vedremo se verrò risarcito o meno. Il processo in Italia si è concluso con una negazione definitiva.
Paura E Attesa Dietro Le Sbarre
SPEAKER_04Volevo spostarmi sui momenti che sono arrivati dopo l'arresto, e sui quattro anni che poi hai passato in carcere. Ecco, come si vivono emotivamente da innocente, sia i primi momenti quando non ti crede nessuno, sia gli anni di attesa che naturalmente non sono in salotto, ma in cella.
SPEAKER_05Si vivono con l'estremo dramma e l'estrema paura di vivere poi quella sofferenza per un tempo indefinito, si vede l'ansia di aspettare che qualcosa succeda, qualcosa cambiare. Si possa in qualche maniera vedere una sorta, chiamiamola di luce in fondo. In realtà è un incubo che non ha fine. L'unica cosa diciamo per cui si può imparare negli anni è o accettare un destino un destino veramente crudele, e cercare di prendere il maggio di quello che si ha nella propria vita in quei frangenti, in quel presente, per poi diciamo così, sperare che domani si possa avere una vita quagnama, oppure soccombere la depressione. Quali sono stati i momenti peggiori? Sono stati tantissimi, non è che ce ne sono uno o due, vicini, quelli, sicuramente i più conti, sono stati la condanna in primo grado, a 2, praticamente 24 anni, e poi anche tutta la parte con cui le prove genetiche che venivano presentate da rinquirenti che avevano delle caratteristiche assurde. Ero stato accusato di aver fatto il registro di Melipo o di aver usato un coltello, o un coltello, preso da casa mia, era stato portato sulla scena del crimine avevo ucciso queste ragazze. Erano tutte affermazioni estremamente forti. Che non avevo nessuna base reale, ma comunque.
SPEAKER_04Ecco, all'interno del carcere in quegli anni, hai verificato che è più semplice creare legami o essere isolati? C'è più una modalità di solidarietà o c'è più una modalità di pericolo, tipo homo omini, lupus?
SPEAKER_05Ti dicono: vuoi morire in un modo o nell'altro? Dovrei morire, stando da solo in una cella where la tua mente non supportando, perché nessun essere vivente, siamo degli animali sociali, come natura. O vuoi non avere interaction con nessuno, andando alla larga da qualsiasi forma di vita, la tua mente comincia a demolire qualsiasi certezza anche sui colori, sull'ambiente che ti circondano, and cominci ad avere attacchi di panico in una situazione comunque di male in peggio perché hai avuto anche problemi cognitivi, o decidi di percorrere quella strada lentamente in quel modo, oppure rischi di andare in un ambiente di comune con altri detenuti, o che assumi il rischio di qualsiasi cosa che possa capitare con altri detenuti che comunque sono sia persone in forma definitive che sia persone in crise of judicial, because it's streaming sbagliata. È una cosa, diciamo così, poco produttiva, o aiuta poco a livello psicologico, per quello che questo uno sta già passando come guai, e soprattutto pregiudiziare.
SPEAKER_04E il contatto con gli altri come è stato?
SPEAKER_05Sono stato trasferito dopo sei mesi, sono stato vicino solamente sei mesi. Dopo avevo accennato problemi con i tiri. Dopodiché, siccome non volevo così, perdere il cenno in quella maniera, ho scelto di smettere una firma per andare a vita comune. E mi sono ritrovato qui e mi hanno portato in un carte di massa in sicurezza con i cosiddetti protesti. Sono gente che ha fatto reati moralmente e eticamente, nel senso che vengono considerati per la società e anche dai detenuti stessi i più eticamente andalmente frutti. Cioè, il parlo di donne sessuali, inofilia, andiamo alla mafia, comunque, che hanno a che fare con attaccare persone deboli and persone deboli, tipo bambini, donne, cose di questo genere. Quindi, sostanzialmente mi sono ritrovato con persone che almeno almeno eticamente e moralmente non potevano sentirsi il diritto di sentirsi superiore di schifare fino a tentare di farmi del male, come succede se sarebbe successo se mi mettevano nella parte di comuni.
Umanità In Carcere E Racconti Tossici
SPEAKER_04E sei riuscito in qualche modo all'interno di quella diciamo fauna particolare, a trovare un confronto umano possibile?
SPEAKER_05Io ho imparato che c'è un'altra qualunque persona, anche perché soggevole, nel termine di quello che ha fatto, o potuto fare nella propria vita per svariate svariate circostanze o problematiche o quello che sia. Quelle che hanno fatto veramente qualcosa di incredibile hanno anche loro subito a loro volta spesso angherie e soprusi nella loro vita che hanno normalizzato e hanno pensato che sia normale. Un detenuto è stato accusato ieri di aver fatto un bambino in maniera abbastanza brutale. Diciamo così, forse era stata una specie di scappellotto, un bambino che invece l'aveva fatto molto molto molto peggio. Ripetutamente per anni e anni e nessuno ha fatto nulla e questa cosa per lui era quasi normale. Quindi diciamo che si ritrova poi un diciamo così, un punto di vista di tante scettature dell'essere umano che uno magari non si aspetta, ma ha anche conosciuto gente in accente in quell'ambiente, gente che effettivamente non ha fatto nulla e si è provato a subire le angrigie di persone che volevano in tutti i costi vendere tra expondi or situazioni in famiglia piuttosto intricate. Quando vedo in televisione, certe persone vengono disumanizzate perché vengono raccontati una storia della loro personalità senza che loro possano replicare, senza che loro possano dire a loro nemmeno raccontare se stessi. O vengono attaccate a prescindere in una maniera terribile, nel senso proprio violenta, da giornalisti che si sento il diritto di stare addosso con queste persone senza dargli respiro, è una cosa terribile. È che ci allontaniamo, diventiamo complici della violenza che sicuramente magari hanno fatto, usare violenza contro chi ha fatto violenza non è finale delle persone migliori, indubbiamente, indubbiamente, concordo su tutto.
SPEAKER_04Per te questa disavventura sicuramente costruttiva sotto il punto di vista umano, ma anche devastante sotto il punto di vista delle emozioni, è finita con la soluzione in via definitiva
Stigma Lavoro Interiore E Nuovi Obiettivi
SPEAKER_04nel 2015. Ma lo stigma te lo porti ancora addosso?
SPEAKER_05No, mi sono liberato. Io faccio terapia sedere psicologo, che su me stesso ho intrapreso ormai da tempo, un lungo percorso tra meditazione, yoga e anche la spiritualità, molto diciamo, molto che fa l'occhiolino: abbastanza, la spiritualità orientale. Comunque, la meditazione preghiera, in qualunque modo, si voglia chiamare comunque un po' nutrimento dello spirito, che mi aiuta a mantenere un certo equilibrio andare più centrato sul mio equilibrio sia interior che poi exterior. Ma ovviamente continuo a sentire perché non è che è una cosa che spazi via. Lavorare su se stesso significa renderci più forte and trovare un equilibrio interior, but non significa non sentire quello che arriva dall'esterno. Io spesso ignoro quello che mi arriva dall'esterno, ma perché inventare in quello che mi arriva dall'esterno mi pesa in termini di considerare spendere energie su cose che non mi portano a niente dal mio punto di vista di positivo.
SPEAKER_04Ma quanto è difficile mantenere l'equilibrio interno di cui parlavi quando le narrazioni esterne sembrano a volte prendere il controllo di tutto?
SPEAKER_05Allora, le relazioni esterne possono prendere il controllo di tutto, tranne noi, se noi lo permettiamo. Il mio obiettivo primario è condividere me. Effettivamente tutti questi ruoli non sono la realtà. Che diventa, diciamo come si dice in inglese, overwomen, se diventa uno tsunami che ti invade in tutte le direzioni, ma il lavoro che ho fatto e continuo a fare su me stesso, è proprio quello di mantenere me stesso, essere genuino con me stesso, cioè continuare a preservare me piesso che cercare di convincere gli altri, senti.
SPEAKER_04Poi tu, a proposito di lavoro pesante ed estenuante, hai fatto buon uso delle tue risorse, e ti sei costruito poi questo lavoro di cloud architect come ingegnere informatico. Secondo te, quali sono gli elementi principali per porsi dei nuovi obiettivi e ricostruirsi?
SPEAKER_05Bisogna continuare, mi sembra da dire, proprio bisogna continuare un po' a sognare a essere un po' più un po' più egoisti nel senso di pensare di osionarsi. No, a vivere la vita come se effettivamente tutto quello, tutta la regtività non l'avesse avuto, non fosse al centro dei pensieri, non fosse al centro di tutto, ma metterla un pochettino nella parte laterale, non può sparire anche questo, mi hanno spiegato tutti i psicologi che interpretano negli anni ti traumi, non è che spariscono in qualche maniera ti seguono. Però ci puoi avere a che fare mettendole, sai come si fa quando metti qualcosa di vecchio in casa, mettendoci la volontà anche giorno per giorno, con piccoli gesti, di fare qualcosa di bello nella tua vita, come la mia passione per l'informatica, per esempio, nelle sicurezza informatica, i crowd quello che io ho studiato, e per cui ho dedicato tantissime energie e tantissimi sforzi e sacrifici, quello mi ha aiutato tantissimo, non tanto per sé l'informatica o in ingegneria, ma proprio perché mi ha creato un altro focus di attenzione estremamente grande: più rabbia, più ansia o più tristezza. Ho dovuto fronteggiare direi più rabbia, e Amanda più sentita, sì, negli anni, fino a oggi, i voli di tanto e tanto ci sentiamo, siamo molto distanti, con vite diverse, anche con personalità diverse, diciamo, strade, che abbiamo appreso anche diverse, ma comunque diciamo che questa storia alla fine ci ha congiunti a avere comunque a che fare uno con l'altra.
SPEAKER_04Raffaele sollecito. Intanto, grazie tantissimo per essere stato con noi e per la tua testimonianza, che spero che possa essere utile anche a tutte le persone che si trovano magari o all'interno di un'ingiustizia, o all'interno di una situazione in cui sembra loro di non riuscire più a uscire. Grazie per essere stato con noi. Grazie mille a voi.
Valori Come Bussola Quando Sei Bloccato
SPEAKER_04Crucchi del mestiere. Quando sei confuso o bloccato, spesso non ti serve un'analisi, o meglio, non ti serve un'altra analisi, visto che di fatto ci avrai già pensato, ripensato, ti sarei già detto un sacco di cose, avrai fatto ovviamente già tutte le tue analisi, mica sei scemo, sei solo indeciso al limite, no? Quindi ripensare mille volte la stessa cosa non moltiplica la possibilità che tu abbia una soluzione o riesca a capire esattamente che cosa fare. Ti serve una bussola, cioè ti serve il fatto che anche se non sai esattamente quale strada prendere, avendo la direzione, una strada vale l'altra, perché la direzione sostanzialmente è quella giusta. Quindi oggi vorrei lavorare con te per qualche minuto sul mondo dei valori. Cosa sono i valori? Sono le direzioni che rendono la tua vita un po' più tua, quelli che sono i tuoi punti cardine, quelli che sono i tuoi indicatori che la strada è quella giusta. E allora ci saranno i soliti tre esercizi. Oggi possiamo chiamarli così: bussola in quattro aree, un discorso dal futuro, e una giornata valoriale con un ostacolo. Che roba assurda! Vediamo il primo: quello che si chiama bussola dei valori in quattro aree, un titolo così, non mi è venuto niente di meglio, sembra un po' sovietico, ma vabbè lo stesso. Allora, scrivi quattro aree della tua vita importanti, per esempio relazioni, lavoro o crescita personale, salute o livello di energia, e tempo oppure spiritualità. Per ciascuna di queste quattro aree vorrei che tu completassi questa frase. La frase è voglio essere una persona che e poi completi. Scegli per favore qualità vere, non qualità perfette, non me ne frega niente se non aderiscono allo standard che aveva la tua nonna, la tua mamma, il tuo papà, la tua comunità, il tuo paese di montagna, non me ne frega nulla. Devono essere qualità vere per te, ok? Non lo devi dire a nessuno che sono quelle lì, sono solo tra te e te. Non mi interessa che tu sia un cartonato di te stesso, timorato di Dio e che dice delle cose meravigliose, perché bisogna essere tutti buoni e poi in realtà non vedi l'ora di investire vicino con la tua macchina, capisci? Quindi devi essere presente, coraggioso, gentile con te stesso, curioso e soprattutto onesto tra te. Allora, dopo che hai scritto Voglio essere una persona che hai scritto delle qualità vere, in tutte e quattro le aree, scegli una sola area, che insomma, appunto, può essere solo relazioni, può essere solo lavoro o crescita personale, può essere solo salute e energia fisica, può essere solo tempo e spiritualità. Scegli una sola e scegli un gesto, un'azione coerente che ti occupa meno di 10 minuti e che vada nella direzione della frase che hai scritto in quell'area. Può essere una pagina scritta, una passeggiata, un no o un sì da dire a qualcuno, un ordine minimo, un che ne so, una telefonata da fare, un contatto da riprendere, qualcosa che vada nella direzione di quella frase in quell'area. Ricordati che i valori non vanno cicati. Come se fossero degli obiettivi da spuntare, perché non raggiungerai mai un valore. È una direzione. Se tu vai a nord, non arriverai mai al nord assoluto. Sì, ok, vabbè, magari vai a capo nord, ma se vai a nord, vai verso nord, non sei soddisfatto solo quando arrivi al nord, così flaghi quella casellina. È la stessa cosa con i valori. Il valore è un orientamento e una bussola. Non è un obiettivo, è una direzione. E le direzioni si praticano un piccolo passo alla volta e di continuo. Così anche il secondo esercizio va in questa direzione. Il secondo esercizio a me piace moltissimo, si chiama discorso di ringraziamento dal futuro, no? Ma che figata! Devi immaginarti tra dieci anni. Immaginati come vuoi, ma sostanzialmente realisticamente. Ti immagini tra dieci anni, proprio come un avatar, come sarai tra dieci anni, dove sarai, non è un esercizio per celebrare il successo, è un esercizio per celebrare il modo in cui hai vissuto. Quindi, la cosa importante è che di fatto tu riesca tra dieci anni a pensare che c'è qualcuno che di fatto ti ringrazia, o per cosa ti ringrazia? Che qualità vede in te chi ti ringrazia tra dieci anni? Perché quella persona lì tra dieci anni, quando ti ringrazierà, ti ringrazierà per qualcosa che avrai fatto in questi dieci anni e per le qualità che hai visto in te in questi dieci anni. E questo esercizio serve per capire se tu hai seguito una direzione e quale direzione hai seguito. Ora scrivi tre righe. La prima è vorrei essere ricordato per, e poi completi la frase. Poi la seconda è: sto andando in quella direzione quando, e completi la frase. E questa settimana in quella direzione faccio e completi quella frase. Non devi tirare a indovinare il futuro. Si tratta di costruirlo con micro scelte. E queste micro scelte possono essere anticipate perché costituiscono una direzione. E siamo così al terzo esercizio: quello che ho chiamato una giornata di valori con un ostacolo. È un esercizio immaginativo. Vorrei qui che immaginassi una giornata non eccelsa, e neanche uno schifo di giornata, diciamo una giornata abbastanza buona, una giornata mediamente buona, guidata appunto dai tuoi valori. E poi vorrei che a un certo punto inserissi nel corso di questa giornata un ostacolo realistico, che ne so, una critica ricevuta che non ti aspettavi, il classico imprevisto guastafeste, oppure, che ne so, stanchezza, dolore, sai quelle robe lì umane che ti capitano ogni tanto. Allora vorrei che tu vedessi te stesso mentre fa tre mosse all'arrivo dell'ostacolo. La numero uno è riconosco l'ostacolo, no? Ecco che stanchezza, che dolore, che sfiga, che ansia. Riconosco l'ostacolo. La numero due è mi prendo una pausa, cioè non faccio scattare in risposta all'ostacolo un'overdose di fare, fare, fare, fare, fare, devo fare dove mettere al posto, devo fissare. No, ti prendi una micropausa di consapevolezza, ben radicata a terra con i piedi o sulla sedia con le gambe e i glutei, e fai qualche respiro profondo per atterrare, diciamo così, nel tuo momento. E poi fai un gesto coerente, ok? Un gesto coerente significa qualcosa di piccolo, ma che ti permette di muoverti sempre nella direzione dei tuoi valori in quella giornata nonostante, nonostante l'ostacolo, ok? Seguire i propri valori non significa avere per forza vita facile, significa avere una vita scelta. A volte muoversi nella direzione dei propri valori richiede qualche sforzo, qualche fatica, qualche rinuncia, ma è comunque seguire quella direzione che ti farà stare bene, non certo quella piccola rinuncia a farti soffrire, o quel piccolo ostacolo da superare. Quindi, se vuoi, a conclusione degli esercizi di questa settimana, scegliti un valore e chiediti: qual è il gesto più piccolo che lo onora oggi? Un gesto, eh, una piccola azione, non una rivoluzione. E fallo.
Umorismo Tra Generazioni Meme E TikTok
SPEAKER_04Millennio. E rieccoci come in ogni puntata a parlare di tendenze e di differenze tra generazioni. Come sempre, quando si parla di questo argomento, il protagonista è lui, Davide Burchiellaro, responsabile di gente.it. Ben ritrovato, Davide. Ciao ciao a tutti, ciao Alessandro. Questa volta vogliamo parlare di umorismo. Noi sappiamo da sempre che l'umorismo è una difesa di alto livello in psicologia. Sappiamo che è una caratteristica che denota intelligenza, e sappiamo anche che è, come si direbbe, culture related, vale a dire correlato al tipo di cultura di riferimento. Ma forse non sapete, carissimi ascoltatori, che è anche correlato alla generazione. Se non lo sapete perché non ve siete accorti, ma voi non ridevate delle stesse cose quando eravate ragazzi di cui ridevano i vostri genitori, e poi col passare degli anni i gusti cambiano e non vi fanno più ridere le stesse cose. Quanti anni devono passare perché cambiino i gusti e le concezioni di umorismo? Beh, prima una generazione, adesso pochissimo. Che succede?
SPEAKER_03Sì, allora, l'umorismo, al contrario di quello che si pensa, in realtà, è uno dei temi di ricerca più importanti. Studiare l'umorismo oggi è diventato un po' fondamentale, soprattutto perché poi queste ricerche vanno alle aziende. Le aziende devono capire non tanto cosa fa ridere e cosa non fa ridere, ma che cosa offende e cosa non offende. È qui un tema che abbiamo già lungamente trattato. Il problema qual è? Che le generazioni cambiano e c'è una maniera diversa di digerire l'umorismo. Ma soprattutto cambiano anche i fruitori, oggi sarebbe impensabile che noi utilizzassimo un umorismo basato sul dialetto, o basato su elementi molto locali, a meno che non abbiano un respiro transnazionale. La cultura dei meme, per esempio, se ci facciamo caso, a volte l'immagine utilizzata per il meme è sempre la stessa, vengono cambiate soltanto fumetti, che dicono cose diverse, ma che in qualche modo fanno leva sulla stessa identica radice di ironia o di sarcasmo. In ogni caso, l'umorismo ovviamente oggi è più in tempo, alcune cose non si devono toccare, alcune cose sono tabù, cose che per noi magari erano tabù oggi non lo sono più, e viceversa è diventato tabù ciò che per noi non era. Ovviamente i filori che sono stati individuati per lo stile di umorismo che si utilizza in questa generazione allargata, diciamo, geopoliticamente, sono tre filoni: uno è appunto quello di negoziare un po' l'appartenenza a un gruppo, gestire un po' la propria identità sulla base di far ridere quello che fa ridere i militari, i miei simili, e questo è un filone, l'altro è quello dell'aggressività, quindi utilizzare anche per come strumento di battaglia anche politica, ideologica l'umorismo, e poi ce n'è uno invece uno che più o meno forse è un po' sempre esistito, però che gioca un po' con l'autosvalutazione, quindi ironia su se stessi.
SPEAKER_04Ma più che altro, l'umorismo che svaluta gli altri, fa ridere gli altri, tranne quelli che si sentono svalutati. Mentre l'umorismo autosvalutante ti mette già su una condizione di identificazione con una persona che non se la tira e che mostra anche in modo simpatico dei difetti in cui ti puoi riconoscere senza vergognarti. Quindi è come se tu fossi grato al comico che si autosvaluta. Ma mi viene da chiederti una cosa, sotto il punto di vista mediatico e della trasmissione del messaggio umoristico. Adesso che la televisione generalista è sostanzialmente tutta cambiata, praticamente non esiste più, tolti i programmi fatti i programmi fatti proprio per essere comici o per farti ridere, pensiamo a LOL, piuttosto che alle nuove sperimentazioni, l'umorismo è veicolato attraverso quali strumenti prevalentemente? Meme, messaggistica, piuttosto che social network, in modo come dire, pilotato per fare business, ma tu pensi che sia una creazione di umorismo spontanea?
SPEAKER_03Ma sì, allora l'umorismo spontaneo è soprattutto lo si trova nel territorio di TikTok. Però su TikTok, forse per la velocità stessa dell'algoritmo e la facilità anche di manipolazione dell'immagine che offre, il TikTok è sicuramente il formato di TikTok è qualcosa di particolarmente funzionale anche alla pubblicità. Io mi ricordo che avevo un collaboratore un po' di tempo fa che ogni tanto lo vedeva alla finestra che parlava da solo lui riprendeva delle persone che passavano e si inventava dei dialoghi sul realizzoso. Nel giro di 4-5 settimane aveva una quantità di follow incredibile. Perché alla fine è questo: che la presa in giro della realtà non ha bisogno di sofisticazioni eccessive. Anzi, mi va bene che io riesca a doppiare il passante e due orecchietti che parlano, dicendo: che ne so, appunto, in uno di questi un vecchietto, scusava la moglie di averlo tradito con il pantiere c'era da ridere, ma per una cosa di una semplicità incredibile. Quindi, in più forse la spontaneità resa anche dal punto di vista visivo, quindi ciò che una volta aveva bisogno di una messa in scena un palco, di una luce, di qualcosa di questo tipo, adesso non hai più bisogno. Questa è la spontaneità di TikTok. Diciamo che se si vuole cercare qualcosa di divertente e non volgare, lo trovi su TikTok, dove però trovi anche tantissime altre cose volgari e poco divertenti. Di umorismo, che spesso fa rimacobullismo, però siamo a un altro livello e non ci interessa. Grazie, Davide Borchellaro. Alla prossima.
Nocebo Misofonia E Mente Sul Corpo
SPEAKER_04La letteratura scientifica. È tutto nella tua testa. È una frase che fa male, perché viene usata di solito per sminuire. Ma la scienza seria dice una cosa diversa: ciò che pensiamo, prevediamo e sappiamo può cambiare davvero ciò che sentiamo e questo può diventare una strada di sollievo invece che una strada di colpa. Un esempio potente è il nocebo, l'effetto per cui l'aspettativa negativa genera sintomi reali. Uno studio, per esempio, sulla sindrome del colon irritabile suggerisce che per molte persone non sia, per esempio, il glutine in sé a scatenare i sintomi. Anche una sfida finta senza glutine può provocare riaccutizzazioni quasi quanto quella reale. Non significa che è immaginario, significa che il sistema intestino-cervello è estremamente sensibile alle previsioni e alla paura. Un secondo esempio è la misofonia, cioè il fastidio intenso che alcune persone provano per certi suoni. Una ricerca suggerisce che potrebbe essere collegata a difficoltà nell'adattarsi a richieste emotive e nel cambiare marcia mentale, una forma insomma di rigidità cognitiva ed emotiva, che rende certi stimoli più intrusivi. E poi un dettaglio quasi poetico: un altro studio trova che parole familiari possono essere percepite come più forti di parole senza senso, anche quando il volume è identico. È la conoscenza, il significato, che in questo caso piega, modella la percezione.
IA E Avatar Per Elaborare Il Lutto
SPEAKER_04Futuro prossimo, Gianlucariccio, benvenuto tra di noi e con noi come a ogni puntata. Ciao ciao Alessandro, ciao a tutti. Allora, noi in psicoterapia utilizziamo la realtà virtuale già da molto tempo, diciamo, almeno un decennio con ottimi risultati, ma con risultati un po' più scarsetti, quasi dal doppio. Perché la realtà virtuale è una via di mezzo tra l'esposizione o la generazione di situazioni problematiche o da risolvere fatta col pensiero e l'esposizione in situazioni reali. Ma oltre alla realtà virtuale, noi ben sappiamo che c'è anche la realtà aumentata, terapeuticamente l'abbiamo vista per le fobie, per esempio, se tu hai paura di un insetto, di un serpente, di un tipo di cane, è possibile utilizzare dei software che ti ambientano quegli insetti o quei cani nello spazio in cui sei per abituarti alla loro presenza. Ma c'è anche qualcosa di divertente nei giochi di ruolo che si usano in alcune tecniche specifiche, per esempio, sì, hai perfettamente colto.
SPEAKER_02Si tratta di una terapia che sfrutta dispositivi come quelli che hai menzionato, ma aggiunge un livello di interattività in più. Non abbiamo a che fare con un ragnetto simulato, ad esempio, che ci cammina sulla mano per aiutarci a desensibilizzarci, tra virgolette, la nostra paura, ma dialoghiamo con un soggetto e lo facciamo per trovarci faccia a faccia con i nostri fantasmi, con i nostri problemi, con le nostre paure. Un'azienda che si chiama WX Lab ha mostrato un visore speciale di realtà, in questo caso di realtà estesa, di realtà mista, dotato ovviamente dell'immancabile oramai intelligenza artificiale, che ci fa ragionare insieme ad un avatar per elaborare un lutto sostanzialmente. Quindi in un momento molto difficile e particolare della vita. Ti siedi, il terapeuta mette davanti a te solitamente una sedia vuota, credo che sia però una particolare scuola di psicoterapia, questa qui puoi dirmi.
SPEAKER_04La guestalt, però ormai l'esercizio delle sedie si utilizza in moltissimi ambiti terapeutici, anche cognitivo comportamentale, la schema terapy, la TMI, ce ne sono molti, però l'origine è guestaltiana.
SPEAKER_02E quindi questa sedia vuota, il terapeuta la mette davanti a te e ti dice: Immaginati che qui su questa sedia a vuota sia tuo padre, parlagli e tu stai lì a guardare la sedia, a cerchi nella tua mente di evocare una presenza che forse hai passato anni a ricordare o a cercare di dimenticare se il ricordo è doloroso. È una cosa faticosa e a volte non funziona perché il nostro cervello ci protegge, magari dal dolore, cerca di sabotare questa visualizzazione. Non riusciamo a figurarci queste fattezze. Ora, io la concepisco come una cosa un po' strong dal punto di vista dell'uomo della strada, ma una terapia del genere, in realtà estesa, dovrebbe fare la differenza proprio qui. Questa startup coreana non ha voglia di fare metafore poetiche di dire c'è una sedia vuota, riempie questa sedia con un sistema chiamato X Redo, prendendo una foto delle informazioni, ricostruisce con un'intelligenza artificiale un avatar tridimensionale, seduto proprio lì su quella sedia. Quindi riempie questa sedia vuota con la persona con la quale uno deve dialogare. Non è un fantasma, ovviamente, è un file. Ma il nostro cervello, che reagisce agli stimoli visivi, prima ancora di razionalizzare, potrebbe non fare molta differenza, quindi la cosa potrebbe funzionare un po' di più. Tu che dici?
SPEAKER_04Ma secondo me può funzionare in realtà molto bene, mi stai molto incuriosendo, perché credo che se la realizzazione è credibile, e non stento a crederci, visto quanto sono credibili i cloni video basati anche ormai soltanto su una semplice fotografia, potrebbe essere con la dovuta preparazione, perché effettivamente lì abbiamo qualcosa di molto impattante. Quindi, presumo che non possa essere utilizzato su qualunque tipo di paziente senza la dovuta preparazione. Ma potrebbe anche essere un buon metodo per generare un ultimo dialogo liberatorio, ecco a patto che naturalmente ci sia la possibilità di programmare anche le risposte e di fare in modo che vadano nella direzione della risoluzione del lutto.
SPEAKER_02Hai visto giusto, perché a parte i risultati nelle prime fasi di test, i numeri dicono che una cosa del genere funziona con una riduzione delle media del 37% dell'ansia e del 27% della depressione, che sono percentuali che in farmacologia dovrebbero essere di tutto rispetto, c'è un secondo utilizzo già ipotizzato da questa azienda. E ti faccio una piccola premessa: in Corea letteralmente non c'è più spazio per i morti. Perdonami, questa premessa da Romero, da film da zombie, ma in realtà il governo letteralmente spinge per la cremazione e per la dispersione delle ceneri in natura perché i cimiteri sono pieni, cioè ci sono problemi logistici in Corea del Sud. E il risultato è che le famiglie a volte non hanno luoghi fisici dove andare a piangere. Ora, questa terapia, che avrà i suoi risultati, le fasi di test procederanno. Ti anticipo, la richiesta non è ancora commercializzato questo dispositivo, ma in fase di test presso un numero limitato di tuoi colleghi, quindi di professionisti, c'è anche un possibile secondo campo di applicazione. La terapia non è solo uno strumento clinico, ma può diventare un luogo portatile. Un cimitero portatile, un tempio digitale dove incontrare chi non c'è più. Una soluzione pragmatica a un problema logistico ed emotivo anziché andare a trovare qualcuno al cimitero, indossi il visore per parlare. Ogni tanto ti riconnetti al pensiero di quel parente in un ambiente guidato. E questo è il futuro del lutto? Non è più una lapide di marmo, magari come nei film Lanfreddo sotto la pioggia, ma un file in 8K.
SPEAKER_04Con la dovuta interfaccia, un prima e un dopo diventano un eternamente presente, ecco, poi il tema è: ma l'eternamente presente è davvero quello che vogliamo.
SPEAKER_02Ma esatto, perché se l'obiettivo iniziale di una terapia del genere è quello di dire finalmente addio a qualcuno dopo tanti anni, magari. Lasciare andare. Esatto, forse il risultato è invece è quello, come dici tu, di reiterare in eterno la presenza. Chissà.
SPEAKER_04Gianluca Riccio, con questo dubbio, ma anche interesse, gli mando una mail a questi, vediamo cosa mi rispondono. Grazie per essere stato con noi.
SPEAKER_02Grazie a te.
Buone Notizie E Saluti Finali
SPEAKER_03Belle notizie.
SPEAKER_04Anche in questa puntata partiamo con una notizia che riguarda il mondo dell'oncologia, della cura e della prevenzione. Per alcuni tumori solidi, le combinazioni immunoterapia più terapie mirate stanno cambiando il vero e proprio standard di intervento. In un trial di fase avanzata, per esempio, la combinazione tra due di questi, che si chiamano Pachef e Chitruda, ha ridotto in modo marcato il rischio di recidiva progressione o morte in pazienti con tumore della vescica muscolo invasivo, che non potevano o non volevano fare chemioterapia con cisplatino. È incoraggiante perché amplia le opzioni per una popolazione che ha poche alternative e che porta efficacia anche in contesti perie operatori, vale a dire prima della chirurgia o intorno alla chirurgia. Parliamo anche di un'altra mossa concreta nel mondo del cemento. Ecochem ha pubblicato dati di valutazione del ciclo di vita per la sua tecnologia ACT, indicando una riduzione dell'impronta di carbonio fino al 60% rispetto alle medie di settore. Insomma, si tratta di un cemento a basse emissioni. Il punto non è solo percentuale, ma l'idea di integrazione sono tecnologie pensate per essere inserite in impianti esistenti con investimenti gestibili ed è cruciale perché la decarbonizzazione industriale non avverrà sostituendo tutto da zero, ma migliorando processi che già producono milioni di tonnellate. Per quanto riguarda la terza notizia, questa è proprio spaziale. Il James Webb Space Telescope ha osservato dei cristalli di silicato che si formano nella parte calda interna di un disco protoplanetario e vengono trasportati verso l'esterno, nelle regioni fredde dove nascono le comete. Questo aiuta a spiegare un mistero perché troviamo materiali cotti dal calore dentro corpi ghiacciati. La cosa bella è che qui non parliamo solo di modelli, ma di un processo visto mentre accade, legato a scatti di attività della stella giovane. Questa notizia allarga un po' la meraviglia e anche la comprensione, perché ci dice che i sistemi planetari sono dinamici fin dall'inizio, con venti e getti che rimescolano i materiali e quando capisci meglio come nasce un pianeta, capisci meglio anche quanto è rara e preziosa la nostra casetta.
SPEAKER_01Era Relief il podcast.
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