Relief: il podcast.
Relief è il primo servizio di sollievo psicologico rapido dedicato alle emergenze emotive e al benessere quotidiano. Ha sede a Milano e funziona dal vivo in metropolitana (MM5, fermata Isola) e on line su www.reliefpsicologico.it.
Questo podcast racchiude storie di persone, consigli psicologici pratici e tecnici per affrontare meglio la vita di tutti i giorni, letteratura scientifica, consigli di lettura e buone notizie.
Conduce Alessandro Calderoni, psicologo e psicoterapeuta, ideatore del servizio, già voce a RMC e Virgin Radio.
Relief: il podcast.
#6-3 Stare in piedi quando tutto crolla - Ospite: Loris Stecca (boxe)
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Essere campione del mondo a 23 anni nella boxe può sembrare una favola, finché la vita non decide di cambiare sceneggiatura. Con Loris Stecca ripercorriamo il successo precoce, la pressione, l’incidente che distrugge il ginocchio e la fine del ring, fino agli anni più controversi: proteste contro le assicurazioni, scontri con la giustizia, l'accusa di tentato omicidio e il carcere. Parliamo senza filtri di rabbia, responsabilità, stigma e di quella sensazione di ingiustizia che, se non la gestisci, ti indurisce e ti consuma.
Poi facciamo ciò che per noi conta di più: trasformare i temi emotivi in pratica. Ti guidiamo in tre strumenti di psicologia applicata per lavorare sull’autostima e sull’autoefficacia: ridurre un obiettivo finché diventa fattibile, misurarti sul processo invece che sul risultato, e usare una visualizzazione guidata per raccogliere “prove” reali delle tue capacità. Sono tecniche semplici, ripetibili, pensate per chi vuole costruire coerenza interna con microazioni quotidiane.
Apriamo anche finestre sul mondo: il calo della pratica religiosa e la crescita della ricerca di senso, il tema della digital death e di cosa resta di noi online (con Davide Burchiellaro), tre ricerche su sonno e memoria più rituali utili come il bagno caldo pre-sonno, e un focus su tecnologia con sensori e intelligenza artificiale che mappano le buche stradali (con Gianluca Riccio). Chiudiamo con tre buone notizie tra vaccini mRNA, alghe rigenerative e progressi quantistici affidabili.
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intro
SPEAKER_00Relief, il podcast Psologia Pratica e gestione delle emozioni, con i trucchi, le interviste e i racconti di Alessandro Calderoni.
Intervista a Loris Stecca
SPEAKER_01In collaborazione con Gente.it. Ben ritrovati, nuova puntata e anche nuovo ospite che questa settimana sarà il pugile Loris Stecca che ripercorrerà con noi la sua brillante carriera, vi ricordo titolo italiano, europeo e mondiale vinti da giovanissimo e poi l'incidente automobilistico che a 28 anni gli ha distrutto il ginocchio costringendolo a smettere. Ci saranno anche le proteste contro le assicurazioni, la brutta vicenda del 2018 con una condanna per tentato omicidio della socia in palestra e poi il carcere, la rabbia e la vita successiva. Tutto questo nell'intervista con Loris Tecca. Ci sarà ovviamente spazio per gli esercizi, le psicotecniche, i trucchi del mestiere, come li chiamiamo noi, che questa volta lavorano sull'autostima. Si tratta della scala dell'auto efficacia, dell'autostima di processo e della visualizzazione del Museo delle Prove. Inoltre con Davide Burchiellaro nello spazio Millennials parleremo di calo della pratica religiosa, ma in contemporanea anche di ricerca di senso e di spiritualità come forma di benessere, nonché del rapporto tra digitale e morte. Futuro prossimo con Gianluca Riccio per il Test Honda in Ohio che mappa le buche stradali con sensori e intelligenza artificiale. E poi tre ricerche scientifiche, sonno profonda e riorganizzazione della memoria, bagno caldo presonno e qualità del sonno negli anziani, e L-Tanina più caffeina per l'attenzione in caso di deprivazione di sonno. Capirete che il Firouge è proprio il sonno. E chiuderemo con le tre belle notizie: un finanziamento per un vaccino mRNA anti-influenza pandemica K5, fattoria rigenerativa di alghe a Nazarè, in Portogallo, e poi un risultato che riguarda il mondo dell'informatica e dell'hardware di carattere quantistico. Andiamo verso microprocessori sempre più vantaggiosi e veloci per l'unto basati sulla fisica quantistica. Cominciamo, il caso. Ospite di questa puntata di Relief Loris Stecca. Loris, benvenuto e grazie per essere con noi.
SPEAKER_03Buonasera a tutti voi e grazie per l'intervista e l'invito. Grazie.
SPEAKER_01Ecco, com'è stato avere quel momento di vetta così giovane, e quali incertezze sono arrivate dopo?
SPEAKER_03Ma ci tengo a precisare una cosa. Prima il campione italiano, il campione europeo, e poi campione del mondo. L'ultimo mondiale è il 15 anno, dopo lo vinco il dodicesimo e sono tuttora te lo dico con orgoglio, dopo 45 anni, mi sembra, 45 anni, il più giovane campione del mondo italiano di sempre, di due tempo.
SPEAKER_01Complimenti.
SPEAKER_03Questo mi rende felice e orgoglioso nella mia carriera, che sono un uomo che mi ha battuto, che dica tutte gli hai che tuttora abbiamo ottimi rapporti, sentiamo ogni tanto.
SPEAKER_01Come è stato arrivare così giovane a quel tipo di soglia, di vetta, e poi che emozioni sono arrivate dopo? È stata fonte di tensione, fonte di incertezza, di insicurezza. Com'è?
SPEAKER_03Ma diciamo che sono anche momenti fortuiti o negativi della lice, per me è stato fortuiti, perché quando mi prospettano il titolo italiano con Marco Gallo nel 91, l'ho conquistato, fiscì l'Europeo nel 83, poi vincendo l'Europeo ho fatto una prestazione meravigliosa. Branchini mi dice uno spiritoio, adesso siamo pronti per il titolo mondiale. Io l'obiettivo di ogni atleta penso che sia arrivato al massimo di tutto, no? Certo, quando l'acceptai con Giuffard e voglia e mi sono renato come non mai.
SPEAKER_01Poi invece ce l'hai fatta.
SPEAKER_03Ce l'ho fatta perché la classe non è acqua. Sono stretti molto difficili perché sono stati molto difficili l'incontro. Avevo un angolo con il mio maestro, che hanno saputo sostenermi dalla mia conquista dell'incontro perché non è stato tutto facile. La ripresa è stata una ripresa molto difficile per me. Dovrei cercare di vincermi capo, avevo accusato qualche colpo, ho reagito bene. E reagendo bene con la forza che buon Dio mi ha dato. Sono riuscito a conquistare il mondiale al 12 ⁇ round, l'ho proprio massacrato. A un certo punto, però ha lasciato la mano e ha detto: No, ma stop! Ha detto, e il mondiale, il re 15, l'ha voluto smettere al 12 ⁇ perché ne era per smolte, eh?
SPEAKER_01Purtroppo a un certo punto la tua carriera attiva sul ring finisce per un incidente automobilistico, è così?
SPEAKER_03Certo, mi hanno investito sui rotati di ginocchio. Per lì sembrava niente. Invece è stato un dramma della mia vita.
SPEAKER_01Perché il tuo corpo non ha più risposto come prima?
SPEAKER_03No, perché a ginocchio non ha mai più funzionato e dovuto smettere, ed è stato un dramma della mia vita quello, però l'ho accettato dopo 3-4 anni dopo 3-4 anni, perché me ne sono fatto la ragione. Si vede che dovrebbe smettere, il bogio, diceva: Basta con la bocca.
SPEAKER_01Quanti anni avevi?
SPEAKER_03Abbiamo tutti una strada in cui dobbiamo proseguire, quanti anni avevi all'epoca? Avevo 28 anni, ero giovanissimo.
SPEAKER_01E in quei 3 o 4 anni in cui poi ti sei rassegnata, l'hai accettata, ti sei fatta aiutare?
SPEAKER_03No, no, non l'ho accettata subito, ho messo 3 o 4 anni, ho avuto, sono riuscito ad accettarla. Dopo che ho conosciuto la mia nuova moglie, che sono tuttora con lei, che miametta, che è una famiglia meravigliosa. Con lei sono riuscito a farmi una ragione, hai capito? Sono stata una lotta continua. Perché per me era un'ingiustizia, però, dopo tanti anni mi domando perché è capitato quelli dei limiti in cui io ero ancora in auge, ero forte, ero fortissimo. Si vede che il destino voleva ciò nella mia filosofia di vita. Noi ripercorriamo una vita già scritta, ma non la conosciamo, hai capito? Perciò il mio destino era segnato così. Dopo la che io ho fatto pensi a te da dilettante 59 incontri e da 59 incontri. Sarà un caso, non lo so, però il destino voleva così.
SPEAKER_01Poi sostanzialmente sei un po' scomparso dalle crone che noi abbiamo riletto di te tanti anni dopo per una brutta vicenda, quella del 2018. Quando alla fine sei stato condannato per tentato omicidio della tua socia in palestra per una coltellata, giusto?
SPEAKER_03Prima di quello lì è successo il fatto dell'autostrada, perché io volevo protestare contro le sicurezioni italiane che non volevano pagare per gli incidenti che io avevo subito vent'anni prima, hai capito? Quello del ginocchio, ci sono grosse rivoluzioni che abbiamo lì successo. Quella della colcellata è una cosa completamente diversa. Adesso diciamo coltellata, ma io non è che sono un matto un pazzo. Purtroppo mi sono trovato in un'inquestione difficile di una persona che mi ha appanzato su Facebook. Per tutta questa palestra che mi ha contattato su Facebook, perché mi seguiva su questa persona. Io l'ho vista una persona elegantissima, una donna giusta, buona, educata, capito? A me quando una persona, io trovo una persona che è educata, io con me vado d'accordo. Poi dopo ma si corsa, questa mi ha proposto di aprire. Mi dice io guarda, voglio investire sotto bene, vengo giù a Rimini, prendo la palestra, facciamo così, facciamo così, no. La cosa è partita abbastanza bene, ma una volta che è venuta qua a sera con suo marito con Rimini, che mia moglie l'ha conosciuta, mia moglie mi dice quella sera: quella donna la vita. E gli dice mia moglie: tu quando vieni una donna fino con me, bello dovuto che sia, diventi fuori interessa. E diceva ragione. Era donna che era molto avida nei sentimenti suoi, interni, capito? È molto educata, molto dolce, però aveva un obiettivo suo. Lei sperava che io potesse andare a vita con lei, lei si è infatti di me.
SPEAKER_01Fatto sta che però a un certo punto l'ha coltellata gli hai data.
SPEAKER_03È successo un casino immesso con la volta di me. Io ti dico: io ho pagato duramente la mia pena. L'ho pagata perché ho fatto un processo a dibattimento perché c'ero un bastardo, facevo un abbreviato a patteggiamento perché per lo meno fuori io ho preso 8 anni e mezzo di condanna. Perché ho fatto un processo di dibattimento, l'ho sempre detto e te lo ripeto adesso te. Io ho tutte le colpe che mi si devono accreditare perché ho sbagliato, ho fatto un gesto sbagliato, ma sono io quello che ero versato, sono io quello che ho appresso. Le prove telefoniche lo dimostrano. Io ho fatto un gesto sbagliatissimo e l'ho pagato caro e mandato otto anni e mezzo di carcere.
SPEAKER_01Quanto ne hai fatto?
SPEAKER_03Dietro ne ho fatti tre, no, li ho scontati tutti, i domiciliari, tutto. Io lo faccio tutti, ho finito qualche anno fa la mia condanna. Io adesso sono libero.
SPEAKER_01Qual è stato il momento più brutto in carcere?
SPEAKER_03Ma figliò che non mi chiedo nel fortuna, che in carcere mi ha tenuto qua a Rino e avevo tutti i salti la vita della mia famiglia, di mia moglie, i miei figli. Perciò questo mi ha tranquillizzato. Però se io ero una carogna o un bastardo, come dico gli amici. Io so che ho sbagliato. Ed è giusto che abbia pagato. Però non ero io che vessavo la donna, so che ho sbagliato è giusto che abbia pagato. Però sono io quello che ero versato, non ero. Perché di solito l'uomo che versà la donna è la donna che è la vittima, mi mandavate a fare in culo, gli ho detto. Perché se io vengo da voi e vi dico: guarda, che c'è una donna che fa così, così, così, mi fa terridere. E vabbè, comunque è andata così, dai.
SPEAKER_01Invece, quella volta in cui per le questioni assicurative hai bloccato l'autostrada, com'è andata?
SPEAKER_03Ho preso denuncia, non perché? Ora, una persona, un personaggio, una persona, però il personaggio sono io, quello in questione, viene vestito sugli stessi pedanali, no? Con fatto di denuncia di fatto di modulo ciclo segnato, ha ragione, sempre ha dato ragione tutti i prime udienze? Mi hanno dato ragione, alla fine va in mano un giudice che non ne vuole sapere niente di quelli, ma mi dice perché ho fatto? Ma io la vedo così, ho fatto un'altra pratica. Insomma, comunque alla fine, secondo te, quando io sono rimato l'autostrada, perché mi hanno pagato secondo te? Perché avevo ragione, se no non ti pago, la sicurezza non ti paga mai. Io ho raggiunto le prove cinematiche, che hanno prova che una prova cinematica è una prova legale con metri tutto per vedere le statistiche, se è vero o non è vero, mi hanno operato volono tutte le prove certificate a mio favore, tutti i magistrati, hanno ragione, per veniva uno che dice no, per me non è così, dopo tanti anni. Ma come ti però dire che non è così?
SPEAKER_01Alla fine, quindi ti hanno resarcito?
SPEAKER_03A moto loro mi hanno resarcito a quello che mi sono incassato con il mondo intero. Con me la justice italiana non è stata mai molto lesia. Mi ricordo che nel mio divorzio che ho avuto con mia paramoglie non sono stati lesieri con me. Mi hanno portato via quasi tutto, se non tutto, non capisco, io non mi ho preso nessuna denuncia, non mi hai preso niente. Io sono un bravo ragazzo della vita che ho solo protestato quando si era da protestare, come con la situazione i papà separati nel 1989-90, facevo. Questa magistratura, queste corsi le caldite, e poi ti dicono se mi capisci sotto le mani, poi te la faccio pagare.
SPEAKER_01Ma tu nella tua vita te la sei vista peggio con l'ansia, con la tristezza o con la rabbia a livello di emozioni, qual è l'emozione che ti ha fatto penare di più?
SPEAKER_03Sono con la rabbia, io non sono solo, io sono tranquillo. Sono solo uno che mi incaffia spesso, però c'è la rabbia che ho dentro, perché le ingiustizie ti rendono ancora molto più duro di quello che sei. Sembra stata la mia la mia folla.
SPEAKER_01E cosa hai fatto dopo a livello di lavoro a parte la palestra che è finita male?
SPEAKER_03No, la palestra è venuta dopo tanti anni all'inizio, ho fatto un po' di tutto, però ho dalla gente di a gente importante che mi ha meditato. Ho lavorato per circa 10-11 anni alla nuova Darsena di Rini, però ho avuto altre soddisfazione. Perché poi dopo ho una famiglia meravigliosa, dei figli meravigliosi, ma io ancora non sono a posto con me stesso. Io ho ancora molte ambizioni, anche se l'età comincia a andare a romperla. Perché se ci penso che ho 65 anni, mi viene un po' di paura, dico, mamma mia, gli anni volano qui. Però ho ancora intenzione di fare qualcosa di nuovo. Speriamo che venga qualcosa.
SPEAKER_01Te lo auguriamo. Grazie all'oristeca per essere stato con noi e in bocca al lupo.
Trucchi del mestiere
SPEAKER_03Grazie, vivi il lupo. Un abbraccio a tutti, grazie della serata, buon anno.
Millennials
SPEAKER_01Trucchi del mestiere, rieccoci con i nostri tre trucchi della settimana. Come sempre, se stai guidando, salta le parti a occhi chiusi. Se un esercizio ti attiva troppo, fermati e torna presente appena poi. Con un po' di grounding, notando dove sono i piedi, notando qualche oggetto nello spazio. In questa puntata lavoriamo sull'autostima in modo concreto: non come sentirsi sempre bene, ma come abilità che si costruisce a poco a poco. Così ti guiderò in tre esercizi: uno di autoefficacia, uno di autostima di processo e un'immaginazione guidata che raccoglie prove reali delle tue capacità. Allora, il primo è proprio quello della scala dell'autoefficacia. Scegli un obiettivo pratico che stai evitando in questo periodo, anche piccolo, e chiediti quanto mi sento capace di farlo entro 7 giorni da 0 a 10. Se il numero è sotto 7 non è un giudizio su di te, è un'informazione. L'obiettivo è troppo grande o troppo vago. Riducilo finché la fiducia arriva almeno a 7 su 10. Esempio, da rimettermi in forma. Magari lì in 7 giorni ti viene da dire 2, 3. Prova a riformulare in cammino per 10 minuti lunedì e giovedì. E vedrai che rimpicciolendo l'obiettivo, rendendolo più misurato e più concreto, il livello di fiducia, il livello di fattibilità che esprimi salirà. Adesso scrivi quattro cose. Qual è il primo passo di 5-10 minuti che puoi fare per realizzare quell'obiettivo nei prossimi 7 giorni? E quando lo farai, proprio scrivi il giorno e l'ora, e dove lo farai, e che cosa potrebbe ostacolarti, e rispetto a ciò che potrebbe ostacolarti, cioè che potrebbe impedirti di fare entro sette giorni, in quel giorno e quell'ora quei primi passi, trova un piano B. Quale potrebbe essere un'altra soluzione per fare i primi passi di quell'obiettivo? L'autostima spesso consiste nel vedere che fai quello che dici. Si tratta di autoefficacia percepita. Anche se ti dici oggi devo lavare la macchina è una piccola cosa, ma se lo fai davvero entro sera, il tuo cervello registra che sei affidabile, cioè che fai quello che dici. Se invece dici dovrei lavare la macchina, ma poi la lasci come cosa sospesa, il cervello non chiude il file e tende a crederti di meno, stimando di meno la tua affidabilità e quindi la tua autostima, scema, cala. Eccoci l'esercizio numero 2 che chiameremo autostima di processo. Cambiamo un po' metrica. Non misuriamo qui il tuo valore col risultato, ma lo misuriamo col processo. Quindi è come non misurare la vacanza dalla destinazione, ma dal viaggio. Scegli un'area della tua vita. Il lavoro o lo studio, una relazione, la tua salute. E completa queste tre frasi. La prima frase è oggi voglio essere una persona che e scegli una qualità: presente, coraggiosa, gentile, onesta, attenta. Seconda frase: lo vedrò perché farò, cioè me ne accorgerò perché farò, e poi scrivi un'azione osservabile, cioè un'azione concreta, la deve vedere anche il tuo cane per intenderci. Terza frase: Se la mente mi giudica, io tornerò a. Che cosa significa? Se la mente mi ostacola producendo una frase, un giudizio, una critica, io per uscire dalla trappola tornerò a e qui scrivi una piccola ancora. Cosa vuol dire? Una piccola azione che riesce a farti tornare nel qui e ora. Per esempio, tornerò al respiro, o tornerò alla sensazione dei miei piedi sul pavimento, o tornerò al mio passo lento, o tornerò al mio valore di riferimento. Ora immagina domani, non perfetto, ma coerente. Cioè, l'idea è quella di crearsi un futuro prossimo ogni giorno, che non sia per forza il futuro migliore possibile o il futuro ideale, ma che sia un futuro in cui la tua mente percepisce coerenza tra ciò che pensi e ciò che fai, dove puoi mettere un gesto di processo anche piccolo, modificando così la sensazione interna che hai rispetto alla tua coerenza. E quindi puoi pensarci: da dove inizi? E dove lo puoi mettere questo piccolo processo? Oggi, in questo momento, rispetto a qualcosa che farai nelle prossime ore, e poi il terzo e ultimo esercizio, quello immaginativo. È un esercizio che potremmo intitolare il museo delle prove. Immaginati un museo. Ti ricordo sempre occhi chiusi se non guidi, se guidi questa parte, non farla perché è molto distraente. Immaginati un museo che abbia tre sale: una sala si chiama Coraggio, una sala si chiama Costanza, e una sala si chiama Cura. Entra nella sala coraggio. C'è un oggetto che rappresenta una volta in cui sei stato coraggioso, anche una volta piccola. Prova a osservare che oggetto è, poi entri nella sala costanza. E puoi notare qui che è esposto un gesto ripetuto e che hai mantenuto. Quale reperto rappresenta questo gesto che hai ripetuto con costanza per l'appunto nella tua vita, a tuo vantaggio? E infine entra nella sala cura. Qualcosa che hai fatto per proteggere te stesso o qualcuno è qui rappresentato da un oggetto. Che oggetto vedi? Quale oggetto rappresenta la tua cura? Adesso unisci le tre sale: coraggio, costanza e cura all'interno di una frase concreta. Io sono una persona che sa, prima frase dedicata al coraggio. Sa, seconda frase dedicata alla costanza. E sa terza frase dedicata alla cura. E chiudi scegliendo un biglietto del museo, cioè una microazione che farai nella giornata e che conferma una di queste tre qualità: coraggio, costanza o cura. Ricordati che l'autostima non è un applauso continuo. È fino. Duca costruita. Scegli un esercizio e ripetilo per tre giorni. La ripetizione fa la differenza. Millennio costretto appuntamento con Davide Burchiellaro, responsabile di Gente.it. Ciao Davide, ben ritrovato.
SPEAKER_02Buongiorno a tutti.
SPEAKER_01Allora, c'è un'osservazione quasi urbana e si può fare di questi tempi. Vale a dire che il nostro paese è iperpieno di chiese, e che, tranne per feste comandate, le chiese che sono ormai praticamente vuote, questi due dati come si coniugano?
SPEAKER_02Si sono: supermercati esatto, ma c'è il discorso del mai religioso, cioè, la quota di chi dichiara di non aver mai praticato nell'ultimo anno, era raddoppiato in un ventennio quindi c'è un distacco veramente formale dalle cosiddette liturgie tradizionali. Poi c'è il dato generazionale che è la disaffezione, che non è solo individuale, ma è anche familiare. Anche perché la generazione Seta, cioè quelli nati dopo il 2000, la prima generazione in Italia che non ha mai avuto una trasmissione costante della fede da parte dei genitori, che sono poi millenni allaici. Quindi, fondamentalmente il rollo della dottrina, dell'andare a dottrina, di queste cose qua, che sono ricordi provenienti di chi oggi ha più di 50 anni. Questo dato, ovviamente, però ha un ha una controparte, diciamo, interessante, che è quella di elementi che possiamo vedere in una crescita, per esempio, della vendita delle Bibbie, che è una cosa rispetto alla quale c'è un interesse anche sui social, ovviamente tutto passa da lì e quindi in qualche modo non possiamo toglierli dall'analisi, e quindi poi ovviamente la conferenza episcopale italiana che cosa ha fatto? Ha fatto un'indagine, perché insomma le ricerche non le fanno anche loro, a questo punto rischiano. E quindi c'è un fenomeno peculiare che è comunque il discorso della domanda di senso, dicono loro. Quindi c'è in questa ultima indagine che hanno fatto loro: che circa il 60% dei ragazzi si definisce credente o in ricerca, anche se rifiutano etichette, eccetera, è un po' una sorta di bricolaggio spirituale. Quindi si scolgono elementi del cattolicesimo, la carità, magari un certo tipo di spiritualità legata al trekking, come nel caso del cammino, che abbiamo visto recentemente, o messo al cinema da Zalone, ma anche da altri, perché in realtà questa cosa del cammino. I cammini spirituali piace molto. E tutto questo si mescola, come dicevi anche tu, con pratiche orientali o filosofie sicuramente più secolari.
SPEAKER_01Sarebbe interessante, Davide, trovare anche una correlazione. Secondo me, tu hai parlato più poco fa di ricerca di senso, che è una tipica caratteristica adolescenziale. Però devo vedere in letteratura scientifica se esistono delle ricerche longitudinali sul cambiamento del senso della morte e sul cambiamento della scotomizzazione della morte. Perché? Perché la morte sta molto cambiando in questo momento, sempre attraverso i social, e ci sono anche numerosi workshop in giro per il mondo che parlano proprio di digital death. Perché il tema è che se noi schiacchiamo da un momento all'altro, tutto il nostro mondo digitale, tutta la nostra rappresentazione di noi online invece rimane viva. Chi la gestisce? Chi sono gli eventi causa? Si ereditano la posizione, c'è un problema di privacy, ci sono intelligenze artificiali che continuano a pubblicare con la tua modalità se ti hanno studiato prima. Quindi c'è tutto un tema di cambiamento di relazione con una morte che non è più tanto morte, che in fin dei conti può cambiare profondamente anche il rapporto con la spiritualità. Perché diciamoci la verità, al di là delle persone che sono veramente molto integraliste, si può osservare dall'esterno che in tutto il mondo le religioni hanno di fatto sempre rappresentato una quasi necessaria modalità di analgesia rispetto all'idea della morte. Quindi, essendo cambiata quella, è normale che sia cambiato anche in ritualità.
SPEAKER_02Sì, sì, questo è assolutamente vero. E sempre per il tema, appunto così detto dell'afterlife: quindi se noi viviamo una vita on life, quindi un po' online, è un po' dal vero, diciamo, c'è però appunto un cumulo di esperienze digitali che vanno a comporre appunto la nostra memoria e la nostra identità, anche in qualche modo. E la cosa interessante è che si comincia a credere a una sorta di ideificazione del digitale, per cui si stanno rincorrendo un sacco di narrazioni a partire appunto dalle serie TV, eccetera, che raccontano come in realtà non si muoia veramente, ma come in realtà l'elemento diciamo profetico della neuroconnessione possa portare a far sì che nel momento in cui uno muore fisicamente, in realtà poi un cervello possa mantenersi vivo e mantenere la propria memoria, e quindi ad libitum, oppure pagando, avere una sorta di seconda vita, di consapevolezza, di identità che si mantiene viva a seconda anche di quello che uno vuole essere, e quindi sulla base della propria esperienza continuo sempre di più a pensare che sostanzialmente Black Mirror passerà dalla categoria serie TV alla categoria documentari, esatto. Sì, perché questo succede, come dire, poi quando si cerca di immaginare il futuro, naturalmente siamo nella fantascienza, però anche in qualche modo anche in qualche modo la religione è in età empirica, quindi noi non riusciamo a dargli una connotazione, dobbiamo crederci, questo è un po' questo termine del living without longing, no, quindi credere poi senza appartenere che è tipico delle due generazioni ultime: cioè la generazione Z e la generazione alfa, dove la spirituale cosa diventa diventa i quasi tiro fuori una bella parolina di quelle che ci piace usare, diventa wellness spirituale, la spiritualità che si sposta dall'altare al benessere interiore che interviene.
SPEAKER_01Già mi immagino una spa incensata, esatto.
SPEAKER_02E quindi immagino che tu sappia molto bene perfettamente direi la sensazione, appunto, di bisogno di benessere che è interiore, che c'è. E quella che cogli anche per le strade, che cogli anche per le strade. Quando uno ha bisogno, ti toglia una risposta di benessere personale e quindi di relief in qualche maniera.
SPEAKER_01Grazie a Davide Burchellaro, direttore di gente.it. Alla prossima!
Letteratura scientifica
SPEAKER_02Alla prossima, alla prossima!
Futuro prossimo
SPEAKER_01La letteratura scientifica. Il sonno non è solo spegnersi, ma è una parte attiva del nostro benessere perché riorganizza il cervello, modula l'umore e influenza la nostra capacità di ragionare. Una ricerca mostra che il sonno profondo può cambiare fisicamente il luogo in cui il cervello gestisce il richiamo dei ricordi. Più tempo in sonno a onde lente è associato a un trasferimento dell'attività di richiamo verso aree temporali del cervello, questo significa migliorare la ritenzione, è come se durante la notte il cervello riorganizzasse gli archivi per rendere più accessibili certe informazioni. Poi c'è una cosa molto concreta. Per gli adulti più anziani uno studio giapponese ha trovato che un bagno caldo prima di dormire è associato a un sonno migliore, soprattutto in inverno. Non è una bacchetta magica, ma è un pro memoria utile. Il corpo risponde a rituali semplici, temperatura, routine, segnali ripetuti e a volte la soluzione non è pensare di più, ma creare condizioni. Infine, quando il sonno manca, cerchiamo stampelle. Una ricerca ha testato una combinazione di L-Tanina e caffeina e ha osservato miglioramenti nell'tenzione e nei tempi di reazione in persone private di sonno durante un compito simile alla guida. Messaggio importante dunque. Queste strategie possono aiutare la performance in specifici contesti, ma non sostituiscono il recupero vero. La lucidità presa in prestito ha sempre un costo. Futuro Prossimo. Rieccoci con Gianluca Riccio di FuturoProssimo.it ben ritrovato Gianluca. Ciao!
SPEAKER_00Ciao Alessandro, ciao a tutti.
SPEAKER_01Senti, la mia macchina ogni tanto, con una voce veramente poco melodica e melodiosa, mi dice: attenzione, buca nel manto stradale. Però poi in realtà sta buca non c'è mai e mi metto solo in allarme producendo una notevole voglia di insultare la voce sintetica. Sta succedendo qualcosa di nuovo in questo senso?
SPEAKER_00Sì, ma ti dico cosa fa la mia nel frattempo, la mia non mi avvisa. E la buca invece, c'è.
SPEAKER_01Perché siamo sulle strate, potevamo conoscere le nostre auto.
SPEAKER_00È probabile che le nostre auto debbano scambiarsi informazioni. Peraltro c'è qualcuno che sta puntando in questa direzione perché la Honda, l'azienda giapponese, ha appena completato un test di due anni in Ohio, negli Stati Uniti, che fa proprio questo: cioè raccoglie informazioni dalla strada con dei sensori, i famosi Lidar, i Lidar, che vi dice si voglia, o le telecamere, percorre le strade e trova le buche con l'89% di precisione. Quindi non fa quello che dovrebbe fare un'amministrazione locale o comunale, ma si fa giustizia da sola cercando e mappando come Google Maps farebbe per le strade, le buche stradali per poterle evitare o ancora meglio riparare.
SPEAKER_01E questi dati sono pubblici e riguardano, per esempio, qualunque tipo di auto o di navigatore possa avere accesso a quei dati stessi, oppure sono stati, tra virgolette, brevettati.
SPEAKER_00Attualmente, come potrai immaginare, la onda ha tutto interesse a rendere questa tecnologia proprietaria, per poi diffonderla in un secondo momento con il sistema open source. Come adesso ci sono degli standard, mi vengono in mente Android car, ad esempio, o quelli di Apple. Attualmente, come dicevo, però, il progetto pilota che è stato finanziato, anche cofinanziato dalle amministrazioni locali, ha coperto 3.000 miglia di asfalto reale solo per onda. Il progetto si chiama Proactive Roadway Maintenance System. In cosa consiste? Come fa la Honda a trovare le buche stradali? Questo lo vorrei sapere anche proprio per un amico. Chiedo prima di questo sistema, esatto, quel classico amico che buca tutte le gomme dell'auto. Prima di questo sistema, il dipartimento di trasporti in Ohio non era così avanzato rispetto a quelli di altri paesi, perché faceva ispezioni sulle strade col metodo manuale. Un dipendente saliva in macchina ogni due settimane, tu pensa alla lungaggine, andiamo a cercare buca. Ce n'è una qui. Adesso la segno, poi magari ci torno dove era guardava, prendeva appunti. Un lavoro che, per quanto sia necessario, lo riconosco, aveva un limite ovvio. Nessuno guarda una strada con la precisione di un sensore, ovviamente. La Honda invece guarda tutto in tempo reale. Questo suo sistema di intelligenza artificiale analizza le buche, le smista su una piattaforma cloud, per cui tutti i veicoli conoscono già in anticipo le buche. Mi viene in mente un futuro prossimo appunto nel quale i veicoli autonomi conoscono già lo stato della strada e improvvisamente deviano dal loro percorso, mentre noi magari siamo impegnati a mangiare un panino con le mani libere che ci consente questo veicolo, e saltano da soli le buche. Nessun foglio di carta, nessuna telechiamata, insomma, una sorta di dosso intelligente che si attiva da solo e ci permette di scansare la fatale buca.
SPEAKER_01Sì, sarebbe anche interessante se con lo stesso tripudio di tecnologie fossimo, per esempio, in grado di generare degli asfalti che si bucano un pochino meno.
SPEAKER_00E tu sei avanti, ancora di più della onda. Diciamo, sei avanti 400 anni. Dovrebbe cambiare l'animo umano, per cui anziché la logica del profitto, dovrebbe inseguire quella per cui si fa l'asfalto una sola volta per sempre. Ti ringrazio, c'è bisogno di anime come la tua, ma ho come l'impressione che si moltiplicheranno invece i sensori, milioni di occhi elettronici che vedranno le buche stradali prima che qualcuno le senta sotto le ruote. Che dire, c'è un limite attualmente, ovviamente. Questo sistema è un sistema che è ancora in fase di test, per un piccolo problema. Trascurabile, non è un errore grave, ma è un errore reale. La macchina ogni tanto confonde dell'asfalto nuovo con una buca. Ragazzi non è tutto già pronto, non è tutto perfetto. Attualmente l'automobile balla la rumba sulla strada, quindi c'è da perfezionare un po'.
SPEAKER_01Abbiamo due certezze. La prima è che se vogliamo usare questo sistema dobbiamo trasferirci in Ohio, che comunque è un posto accogliente, tranquillo, soprattutto di questi tempi, secondo me, mite e moribili.
SPEAKER_00Siamo come a Cassino durante il 1944, vuol dire, molto semplicissimo. E se è una tranquillità invidiata.
SPEAKER_01E la seconda cosa è che di fatto hanno inventato un sistema meraviglioso perché sostanzialmente lui ti segnala dov'è la buca, poi questi vanno e rifanno l'asfalto, che è nuovo, quindi e te lo segnala ancora come buca. Quindi diventa una mappatura eterna. Molto bene.
SPEAKER_00Esatto, e questo ci fa riflettere ancora su quanto sia una relazione ancora complicata quella tra l'uomo e la macchina. Ma lo sarà forse per sempre. Viviamo insieme un rapporto tossico, ecco, dobbiamo imparare a gestirlo.
SPEAKER_01Sono comunque praline di ottimismo, quelle che ci dà Gianluca Riccio. Grazie per essere stato con noi.
SPEAKER_00Grazie a tutti.
SPEAKER_01E le notizie. La prima di quest'oggi preparazione non panico. Cepi ha annunciato un finanziamento fino a 54,3 milioni di dollari per sostenere una ricerca di fase 3 del candidato vaccino mRNA di Moderna contro un'influenza pandemica di tipo H5. Il punto non è solo il vaccino in sé, è la capacità di muoversi rapidamente, testare, produrre e prevedere accordi di accesso per i paesi a basso e medio reddito. La lezione degli ultimi anni è che la velocità salva vite e che la collaborazione internazionale riduce il costo umano delle crisi. Queste iniziative costituiscono infrastrutture invisibili, protocolli pronti, filiere di produzione. Un tempo di risposta più breve quando serve davvero. È una notizia evergreen perché parla di prevenzione. Investire prima, indipendentemente dalla patologia di riferimento, significa soffrire meno dopo. Seconda notizia, ecologia con vena poetica. A Nazarè, dove le onde sono leggendarie, è stata lanciata la prima fattoria rigenerativa di alghe del Portogallo. Le alghe non sono solo cibo di moda, sono anche habitat, possono assorbire nutrienti in eccesso, aumentare biodiversità, offrire materiali e biofertilizzanti con un'impronta più leggera. La parola chiave è rigenerativa, non solo ridurre danni, ma migliorare l'ecosistema mentre si produce valore economico e c'è un aspetto sociale bello. Questi progetti spesso coinvolgono pescatori e comunità locali creando lavoro e competenze legate alla cura del mare. Pensala un po' così, coltivare alghe è come piantare un piccolo bosco in acqua che nel tempo può rendere l'ambiente più stabile. Terza bella notizia di questa puntata: Quantum ma con i piedi per terra. Google Quantum AI ha presentato un risultato chiamato Quantum Ecos, eseguito sul chip Willow, descritto come un passo verso un vantaggio quantistico verificabile. Parole semplici, non solo calcoli più veloci, ma anche risultati controllabili con metodi che riducono errori e rendono l'output affidabile. Perché incoraggiante? Perché il mondo quantistico rischia sempre di restare soltanto una promessa di cui ogni tanto si parla, mentre qui invece è un algoritmo e si parla di misure che trasformano una dimostrazione in un mattoncino riutilizzabile per applicazioni future. Questi progressi nel lungo periodo possono cambiare come progettiamo nuovi materiali, nuove batterie e nuovi farmaci. È una buona notizia perché ci ricorda che la ricerca avanzata non è magia, ma significa costruire affidabilità un passo alla volta.
SPEAKER_00Era Relief il podcast.
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